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PAOLO G.: Blues For Me

paolo-gNe avevamo già parlato due anni fa di Paolo G., bluesman ravennate nato Paolo Giannelli, e bisogna dire che in questi 670 giorni non è che sia cambiato molto, dato che quello che abbiamo tra le mani è di nuovo un album intitolato “Blues For Me”, come il precedente, aggiornato solo come “Studio Session 2016”. E infatti, all’interno di questo mini-ep realizzato presso lo Studio 73 di Ravenna, troviamo brani che già conosciamo e avevamo avuto modo di apprezzare: ‘Life Train’ e ‘Naturale Dimensione’, che avevamo già segnalato come i migliori della prima edizione dell’album, oltre alla strumentale ‘Fun-Key’. Insomma questo “Blues For Me” altro non è che un aggiornamento del suo omonimo predecessore, in cui la chitarra di Giannelli è accompagnata da Nicola Benetti (batteria), Giuseppe Dimonte (basso), Max De Rosa (armonica) e Rita Lucca (voce) per riconfermare che in terra di romagna il blues è vivo e vegeto. Non ci resta che aspettare da Paolo del nuovo materiale, nuove canzoni tutte rigorosamente su un giro di blues.

(Autoprodotto) CD

LELIO PADOVANI: Waves

lelioPadovaniA vederlo sulla copertina di “Waves” pensavo di avere tra le mani il nuovo EP di Mike Oldfield, invece si tratta del nuovo capitolo discografico del parmense Lelio Padovani. Appena mi sono riavuto dallo scambio di persona ho deciso di cominciare l’ascolto. Però fin dalle prima note di “Time traveller” sono ripiombato nel mondo di Oldfield (e questo non vuole essere un appunto negativo ma piuttosto non elogio). Padovani è il nostro Mike, attento al suono perfetto della sua chitarra e del tappeto sonoro sul quale appoggiano le note musicali sprigionate dalle sei corde. Un tocco alquanto delicato è il marchio di fabbrica di Lelio. Onde sonore (come ci suggerisce il titolo dell’ep) che avvolgono l’ascoltatore in un viaggio siderale. Colonna sonora di un sogno, soundtrack di una fiaba interstellare, antipasto di un pranzo a base di misurate portate dai sapori speziati. Quattro le tracce strumentali di “Waves”, accomunate da un’eleganza tipica delle migliori firme d’alta moda. Lelio Padovani continua il suo peregrinare artistico. L’amore per la chitarra è il suo credo assoluto.

(Autoprodotto) CDEP

SONDAcase: gli appuntamenti di fine 2017

Confermiamo tre nuove date per il format SONDAcaseUn’evoluzione delle tradizionali interviste di SONDAinONDA, in cui si tralasciano un po’ le parole e le domande per dare più spazio alla musica, ospitando ogni volta un artista di Sonda in uno showcase acustico, un mini live con cui presentare in maniera più completa la propria musica.

I prossimi appuntamenti:
– giovedì 26 ottobre: Vampa 
 giovedì 23 novembre: Padre Gutierrez 
– giovedì 13 dicembre: Give Vent 

Gli showcase, aperti al pubblico e ad ingresso gratuito, si terranno presso il Centro Musica/71MusicHub di Via Morandi 71 a Modena, alle ore 19.
L’ingresso del pubblico è consentito dalle 18.30 alle 19 poi le porte verranno chiuse per facilitare la registrazione audio/video dello showcase.

Sonda Live: le aperture nei locali partner 2017/2018

Ecco le prime aperture confermate con gli artisti di Sonda per questa sesta stagione di collaborazione con live club e festival dell’Emilia Romagna:

COVO CLUB
– 14 ottobre: TASTE OF CINDY in apertura a Pinguini Tattici Nucleari
– 18 novembre: DAVIDE BOSI in apertura a The Amazons

BRONSON
– 18 ottobre: MONOLITH in apertura a Brant Bjork (Kyuss, Fu Manchu)

ALCHEMICA
– 11 novembre: ONE GLASS EYE / BABEL FISH in apertura a Blackoustic (Timo Kotipelto/Stratovarius & Jani Liimatainen/Sonata Arctica)

 

La Convalescenza – SONDAinONDA

La Convalescenza è togliersi le bende per mostrare le ferite, è raccontare storie di vita vissuta e storie talmente immaginate da essere ancora più vere”: così si presenta questa band di Modena, formata da Luca Pifferi (voce), Manuel Baraldi (basso), Nicholas Giordano (chitarra), Luca Campanozzi (chitarra) e Francesco Roncaglia (batteria).

Con un EP all’attivo intitolato “L’eco della clessidra”, tre quinti de La Convalescenza sono venuti al Centro Musica di Modena a raccontarci la genesi del gruppo, i progetti per il futuro, il nuovo album in lavorazione, e lasciarci una versione acustica di “Mascara“. Buona visione.

facebook.com/LaConvalescenza

OYKU: Got the looks

OykuDogan-GottheLooksOyku non è da confondere con il personaggio della soap opera “Cherry season”, interpretata da Ozge Gurel, perché la “nostra” Oyku è una cantante che vive in Emilia-Romagna, di origini turche (è nata a Smirne), che ama alla follia la musica pop. Ultimamente ha registrato e pubblicato un nuovo singolo, “Got the looks”, prodotto da Ettore della Campa a Minorca, un brano che potrebbe benissimo apparire in qualsiasi tracklist di qualsiasi album di pop music trasmesso in alta rotazione sulle frequenze radiofoniche di network nazionali o uscire a tutto volume dagli impianti stereo di autovetture in giro per la città. Oyku ci crede e fa bene, perché qui è tutto realizzato alla perfezione. La sua voce ben si adatta al pezzo pop dance, dimostrando carattere e padronanza. Carattere che si può ascoltare anche nel nuovissimo singolo, “Fell for you anyway”, brano lento d’atmosfera. Se vi capita (esperiamo che vi capiti) sulla pagina Facebook di Oyku c’è anche una cover di un brano di Adele di tutto rispetto. Brava e caparbia, mentre voi non fate finta di rinnegare il pop per partito preso che di nascosto lo ascoltate.

(Autoprodotto) Singolo Digitale

ONE GLASS EYE: Elasmotherium

oneGlassEyeCon One Glass Eye c’è un problema. C’è il problema che sai che si chiama Francesco Galavotti, abita a Modena e l’hai visto nei panni di leader dei Cabrera. Un bel problema perché “Elasmotherium” dovrebbe arrivare dentro il tuo lettore cd attraverso una casa discografica statunitense, distribuita nel North Carolina, da un manipolo di ragazzi barbuti e qualche ragazza che ama il folk rurale. Ecco One Glass Eye ha il grosso problema di essere italiano, sì avete letto bene, il GROSSO problema, perché alle nostre latitudini il suo folk rock cantato in inglese è difficile da digerire se non hai origine a stelle e strisce o puoi vantare un cugino che si chiama Kurt Vile. One Glass Eye armato delle sua chitarra (e della sua voce) ce la mette tutta per farci dimenticare le sue origini e ci riesce, per davvero, ci riesce eccome. Lui è il tipico artista che oggi va tanto di “moda”, scanzonato, malinconico, triste ma col sorriso stampato in faccia, un loser che però ha già in tasca il biglietto (vincente) della lotteria. Nove tracce. Nove affreschi che ti mettono addosso una voglia irrefrenabile di stare sotto una pioggia battente per delle ore. Per il gusto di sentirti libero. Libero per davvero.

(Out Stack Records) CD

MISTICANZA: Oltre

misticanza“Per misticanza normalmente si intende un misto di varie erbe da condire in insalata, ma anche mescolanza, miscuglio”: un nome quanto mai azzeccato quindi quello di questo trio composto da due chitarre (Marco Perona, Francesco De Vita) e un set di percussioni curate da Silvia Braga. Nisto che nella loro musica rigorosamente strumentale si possono infatti cogliere tutta una serie di sapori, che vanno dalle spezie sudamericane e spagnole fino ai sapori forti della tradizione musicale nostrana. Alla base delle composizioni, tutte rigorosamente originali, predomina il backgound musicale dei due chitarristi, che affonda le proprie radici nel flamenco e nella bossa nova, rivisitati senza distogliere l’attenzione anche dal jazz e dagli stilemi della musica classica. Nel complesso questo “Oltre” è un prodotto ben confezionato e tecnicamente ineccepibile, in grado di superare il limite di essere un album fortemente di genere, per farsi apprezzare non solo dai patiti della chitarra.

(Autoprodotto) CD

EMILIANO MAZZONI: Profondo Blu

emiliano-mazzoniArriva così il terzo album di Emiliano Mazzoni, che con questo “Profondo Blu” mette un nuovo e importante tassello nel mosaico del proprio percorso artistico. Importante perché già dalle primissime note della opener “Al mio funerale” si scorge che la musica e la voce di Emiliano sono più a fuoco, il pianoforte decisamente al centro delle composizioni non sovrasta gli altri strumenti (pochi in verità, ma sempre ben orchestrati) e la voce profonda, quasi sussurrata, intima, abbraccia l’ascoltatore come il “Profondo Blu” del titolo, che sia delle profondità del mare o di una notte senza luna, poco importa. Ed è così che ci si ritrova in un luogo indefinito in cui può succedere di tutto, perché le canzoni sono una dimensione in cui per Mazzoni può (parole sue) “succedere quel cazzo che ci pare”. Dodici ballate avvolgenti e disturbanti, dal mood western (ma non country) e sciamanico, che richiamano alla mente le atmosfere del Nick Cave più intimo. Un album da ascoltare nel silenzio della notte.

(Private Stanze) CD

MASSIMILIANO MARTINES: Ciclo di lavaggio

massimiliano-martinesTerzo lavoro discografico per il bolognese Massimiliano Martines, che con questo “Ciclo di lavaggio” riconferma e rinsalda la sua collaborazione con Vince Pastano (chitarrista di Vasco Rossi e Luca Carboni) e Antonello D’Urso (Battiato), e il produttore Max Messina, fondatore di Liquido Records. Passati ben quattro anni dal precedente “Meccanismo Estetico”, Martines torna con dieci brani ipnotici, in cui la base musicale essenzialmente rock (chitarre, basso e batteria) si trasforma in strutture concentriche e ipnotiche, in bilico tra cantautorato, post-rock, gothic-rock e sonorità fuzz. I testi, evocativi e introspettivi, restituiscono una visione caustica del presente: basta pensare al brano ‘La guerra dei fiori rossi’, che rilegge l’omonimo film di Zhan Yuan sui metodi repressivi dell’educazione infantile in Cina, filtrato dalle suggestioni di una visita ai campi di concentramento di Auschwitz. Un disco con cui Martines si colloca tra le realtà più interessanti della tradizione alternativa italiana, raccogliendo lo scettro di quelli che furono CCCP, CSI e PGR.

(Dry-Art Record) CD