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ANDREA CAPPI MULTIBOX: Eleven tokens

Un progetto che cavalca i generi musicali dall’improvvisazione all’electro rock. Un disco che mette in tavola jazz moderno e rock dove un aspetto non prevarica sull’altro. Il progetto vede all’opera Andrea Cappi (tastiere e composizioni, il capitano della squadra), Emiliano Vernizzi (sax tenore ed effetti), Stefano Galassi (basso elettrico) e Riccardo Cocetti (batteria). Ogni componente arriva da precedenti e contemporanee esperienze artistiche che spaziano dai Molith Grows alle collaborazioni con Mario Biondi, Negramaro e Ligabue, fino alle docenze ai Conservatori di Parma e Cesena. Tornando al disco, che propone una scaletta di sei brani, c’è un tocco di velluto a coste che avvolge l’ascoltatore. Scatole musicali che chiudono o si aprono l’una sull’altra. L’album è stato concepito in pieno lockdown (primavera 2020) e sembra voler essere un cancello che si apre verso la fuga. Composizioni che scalpitano per respirare aria fresca, che vogliono sdraiarsi su un prato verde e osservare il cielo azzurro.

ATOMI: Little Floating Oracles

Atomi (fate attenzione a dove mettete l’accento) è arrivato al suo primo album. Sette tracce di dark ambient, musica contemporanea, elettronica e sperimentazione. Un viaggio nella nascita di una nuova vita. Scritta così sembra la paranoia del recensore di turno, invece, Atomi ha cercato di tradurre in musica la crescita di un feto, definito come incarnazione fisica dell’essenza cosmica che incarna la conoscenza infinita di un oracolo. Dopo un brano che funge quasi da introduzione, l’ascoltatore viene preso per mano e condotto dentro la canzone più lunga del disco, Laniakea, 15 minuti di sonorità rarefatte, che danno l’idea della trasformazione di una vita. Musica che potrebbe accompagnare le immagini di un film di fantascienza che inquadra solo ed esclusivamente una nave spaziale in rotta verso l’infinito. Il viaggio continua fino ad arrivare ai vocalizzi di Giulia Bernardi, il feto è diventato un essere pensante. Atomi, emiliano-romagnolo ormai di base a Berlino, ha iniziato la sua peregrinazione. È l’astronauta di “2001 Odissea nello spazio”, è Hal 9000, è il monolite. È silicio allo stato puro.

BAINMASS: Moon Phases

Nuova pubblicazione per Bainmass, nato a Ercolano dove ha iniziato a suonare il basso e poi è rimasto folgorato dall’hip hop, decidendo di acquistare un campionatore e una montagna di vinili. Ex membro della Fetish Funk e 20 Dita Crew e recentemente Beatfonics, ha preso parte a diverse raccolte di beatmakers italiani. L’album si ispira all’idea di movimento, alle fasi che cambiando producono connessioni diverse. Un lavoro che copre uno spazio temporale di due anni. Hip hop strumentale. Rap senza rime. Funk dai bassi profondi. Old school che scruta la new school e decide di rimanere al calduccio di beat sicuri e potenti. Una colonna sonora per un film dove il protagonista si muove con passo felpato per le strade di una metropoli che conosce a menadito. Pochi scalini, una porta che si apre ed una pista da ballo dove scatenarsi. Al mixer c’è Bainmass con i suoi pezzi.

CHIARA PELLONI: Eve

Chiara è una cantante jazz (e non solo). Si è diplomata con lode al Conservatorio Martini in Canto jazz, ha studiato con la cantante Deborah Carter in Spagna, ha vinto diversi premi ed una borsa di studio per partecipare al New York Voices International Vocal Jazz Camp in Germania. “Eve” è stato registrato nel 2021 e pubblicato quest’anno dalla Caligola Records. Il disco conta otto tracce una più emozionante dell’altra. Musiche delicate per una voce vellutata che ti porta a sognare ad occhi aperti. Un disco che nella grazia ha la sua chiave di lettura. Un album che ti rapisce con le sue sonorità, una tromba lontana, una voce che ti sussurra all’orecchio ed una batteria che suona in punta di piedi. Un viaggio a tappe (le canzoni) sui tasti di un pianoforte, con liriche in inglese (una eccezione con un brano in italiano), che ti accarezzano la pelle. Da ascoltare ripetutamente.

DABLUZ: Fuoco, fiamme, cenere – Hit – Koala

Dabluz è un rapper prestato al pop, o per meglio dire all’ITpop. Scrive, produce e pubblica senza interruzioni di sorta. Tra ultime uscite tre singoli: Hit, Koala e Fuoco, fiamme, cenere. Tre brani che sono le sue esperienze di vita, racconti che virano verso la trap, una visione a volte malinconica, con una voce che ti sussurra parole che diventano emozioni. Con Dabluz non c’è energia negativa ma solo buone vibes. Tre brani che si possono ascoltare a ripetizione senza annoiarsi mai. Dabluz si butta sul letto, finisce sulla riviera romagnola, si infila sotto le coperte. Non cerca il litigio, vuole volare sulle nuvole, cercando la luce e farsi scaldare dal sole. Itpop dai suoni giusti. Tre brani al passo coi tempi. Sembra poca cosa ma non lo è affatto. Tra Calcutta ed Anastasio.

DIVINAE MIRANDA: Bolo by fight

Un singolo di debutto che è un manifesto programmatico. Da Bologna una piccola “rivoluzione musicale finalizzata all’abbattimento dell’industria musicale” (lo dicono loro). Un progetto che “punta a rinnovare la scena Itpop eliminando le stantie chitarre acustiche e imbracciando la Digital Audio Workstation come nuovo strumento di lotta di classe direttamente da Via Stalingrado” (lo dicono sempre loro). Il brano inizia con queste parole: “Odio i borghesi del centro, odio la vita da accampamento. L’inquilino del piano di sotto che canta Calcutta alle quattro di notte e poi odio le tasse di soggiorno, il permesso la sera, l’affitto di giorno, il cemento bagnato”. Boom. Un pezzo nato e pensato in un sottoscala a Bologna affittato a 600 euro al mese dove il mondo è il cielo in una stanza. Musica catchy per la rivoluzione 2023. Un brano da cantare su un autobus zeppo di gente mentre l’autista frena di colpo perché è rimasto incollato su una gettata di asfalto fumante. Ma non si può scendere e il Natale non potrai trascorrerlo con i tuoi. Peccato sarà per il prossimo anno.

FELIX ROVITTO: Mariposa

Nuovo singolo per Felix Rovitto, innamorato, da bambino, delle canzoni di Madonna e Michael Jackson per poi farsi rapire dal grunge di Nirvana, Pearl Jam e Alice in Chains. Oggi Felix si è gettato tra le fauci della pop dance con testi in italiano. “Mariposa” strizza l’occhio ai brani reggaeton che nella stagione più calda dell’anno imperversano anche alle nostre latitudini. Ascoltato ora, in pieno inverno, sembra emanare un tepore che riscalda l’anima e la mente, mentre il corpo cerca di seguire il sound del brano. In attesa di vedere Felix dal vivo, forse nel 2023, “Mariposa” mette sul tavolo le sue carte sbaragliando gli altri giocatori.

GODIVA RE-LOAD: Ancora25

I Godiva erano una band in attività nel periodo d’oro del grunge. Dopo un biennio di concerti e canzoni lo scioglimento. Fine della storia. Stop. Negli anni successivi alcuni componenti del gruppo hanno continuato a frequentare sale prove, studi di registrazione e rock club. Poi nel 2021 i Godiva si sono ritrovati per registrare un ep e darsi un nuovo nome: Godiva Re-Load. Da quelle sedute è uscito un ep con quattro brani. Testi in italiano che poggiano su sonorità rock, tra il grunge e l’ombra di band come i Litfiba (soprattutto nell’interpretazione vocale, “Su di dosso” ne è un esempio), canzoni energiche che sembrano una macchina del tempo. Per gli amanti del classico rock una certezza. Chitarre infuocate e batteria “pestona”. Ci siamo capiti?

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