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Category Archives: Gli ascolti di Sonda 2020

MIRKO COLOMBARI: In viaggio

Mirko Colombari è un cantautore dell’appennino Reggiano dal sorriso e da una positività contagiosa. Personaggio poliedrico, padre, laureato in giurisprudenza, appassionato di arti marziali, con “In viaggio” arriva al suo quarto lavoro in studio. È un disco piacevole, curato nei dettagli e racchiude tutto quello che la tradizione del cantautorato emiliano ci ha regalato negli ultimi vent’anni, con un’interessante apertura al futuro. Un disco che unisce rock, pop (come in “Cocco Bello”), blues e arriva fino al reggae in “Paese del Sole”, dove Mirko racconta a suo modo la mentalità dell’italiano che vive un po’ alla giornata, circondato da arte, buon cibo e calore umano. Preziosa la presenza di Massimo Varini alle chitarre. Mirko ci racconta la dualità viaggio/radici tra le quali si divide: si sente un cittadino del mondo e vuole che la sua musica non conosca confini, ma in “SS63” celebra la sua terra, e in particolare l’antica Via del Sale dell’appennino Tosco Emiliano, accompagnata da un bellissimo road video. Con “Resto con me” il cantautore di Castelnovo ne’ Monti non delude chi si aspetterebbe una ballad acustica verso la fine di un disco di questo genere. Disco promosso e in bocca al lupo per il futuro!

(Sorridi Music) Digital

CADORI: Emisfero Australe

C’è un filo rosso che unisce Los Angeles, Bologna, Genova e Milano. Qual è? Ovviamente si tratta di “Emisfero Australe”, il nuovo album di Giacomo Giunchedi aka Cadori, prodotto dal musicista bolognese sotto la guida dell’americano Justin Bennett (ex Skinny Puppy) e uscito sotto Sussidiaria Music (etichetta di Daniele Carretti, ex Offlaga Disco Pax) in collaborazione con la lombardo/ligure Cane Nero Dischi. Il disco nasce durante le prove per i live del precedente “Non puoi prendertela con la notte”, periodo in cui Cadori scrive e arrangia i nuovi brani direttamente con gli strumenti utilizzati per il suo set dal vivo (drum machine, synth, chitarra). Undici brani in cui coesistono l’amore per l’IDM nordica e il cantautorato italiano, registrati nell’home studio di Cadori non appena composti, in modo da restituire su disco l’immediatezza e lo slancio creativo della scrittura, utilizzando effettistica applicata direttamente in fase di registrazione, senza post-produzione o utilizzo di plug-in.

(Sussidiaria/Cane Nero Dischi) CD/Digitale

BINGE DRINKERS: A rock‘n’roll odyssey

Nuova uscita discografica per i Binge Drinkers capitanati da Simone Tepedino al basso, nonché voce del trio. Nuova uscita che rimane saldamente ancorata al rock’n’roll della band. Infatti con i Binge non ci si annoia mai. Cinque brani sparati a mille all’ora perché il rock pretende e vuole questo. Testi in inglese, suono energico e birra a fiumi sono le coordinate di movimento della band, che potrebbe calcare palcoscenici internazionali senza sfigurare affatto. La formazione si è stabilizzata, dopo diversi cambi di formazione con Simone Tepedino, Mattia Andreotti (chitarra) e Moreno Vicini (batteria). Nel disco alla chitarra figura ancora Alessandro Benedetti. Tutto questo, però, poco importa, perché quello che conta sono i brani tirati a lucido che ti fanno sperare in un futuro migliore anche se stanno cadendo bombe al tuo fianco. I Binge Drinkers sono i figli illegittimi di Motorhead, Iron Maiden, Ac/Dc, Motley Crue, ZZ Top e Metallica. Sono la festa del rock’n’roll che non accenna a terminare anche quando non c’è più nessuno per far baldoria. Sanguigni.

(Autoprodotto) CD

ATERTRIP: The Wind Between

Esordio discografico per gli Atertrip, formazione modenese già nota a chi frequenta queste pagine. L’ep “The Wind Between”, uscito il 20 settembre scorso su Volcano Records, rispecchia esattamente quello la band definisce come fondamentale fra le proprie influenze, in particolare la passione del quintetto per tutto quello che è psichedelia, alternative rock e soprattutto progressive rock, che è la matrice di riferimento più evidente nella composizione dei brani. Non a caso infatti per questa prima prova è stato coinvolto in fase di masterizzazione Steve Kitch, tastierista dei The Pineapple Thief, uno dei pilastri del progressive rock britannico del nuovo millennio. Appena cinque brani, che però riescono a coprire una buona mezz’ora di musica, che nel concept degli Atertrip rappresentano ognuna un tassello di un percorso di vita effimera e fragile, come la farfalla che campeggia in copertina, metà animale e metà trasfigurata in un albero secco. Un disco per gli amanti del genere, pronti a farsi spazzare via (appunto) dal vento, dal rock, dalla melodia.

(Volcano Records) Digitale

ALPACA MERIDIEM: Ex nocte

Gli Alpaca Meridiem sono un trio stoner rock bolognese, attivo dal 2017. Così come indica il nome del progetto, gli Alpaca Meridiem fanno dell’Alpaca la loro mascotte e figura rappresentativa. Sui loro social infatti le immagini di questo camelide sono persino più frequenti delle foto dei membri stessi. Nel 2019 raccolgono i loro brani in “Ex Nocte”, un ep di 5 pezzi crudi e puri. Il disco si apre con “Clarus Sit”, un brano di 7 minuti e mezzo che racchiude perfettamente l’essenza degli Alpaca Meridiem. Interessante la scelta della lingua italiana per tutta la durata dell’ep. Voci fortemente riverberate, sound vintage ma potente, gli Alpaca Meridiem seguono perfettamente lo stoner rock, ricordando facilmente band importanti del genere come gli americani Torche o i più psichedelici Mars Red Sky da Bordeaux. Il disco si chiude con “Ex Nocte”, il brano più corto del disco, che gli dà anche il nome. Band assolutamente interessante per gli amanti del genere.

(Autoprodotto) Digital

AABU: Abbiamo ancora bisogno di urlare

Gli Aabu sono un quintetto indie rock bolognese e il loro sound è duro, crudo e graffiante. “Abbiamo ancora bisogno di urlare” è il loro secondo disco ed è frutto di una campagna di crowdfunding di successo. Molto chiara e dosata l’influenza de I Ministri lungo tutto il disco, cosa che comunque non pone limiti agli Aabu che in pezzi come “Camilla” (dedicata alla nascita del figlio di un membro della band) e “Abbiamo ancora bisogno di urlare” mostrano un loro lato più minimale e sperimentale. “Confessione” è stato il singolo che ha anticipato il disco parla di un’amicizia finita male e della fiducia che non torna mai forte come prima; parla della prima reazione che si ha in una situazione di rottura, ovvero di autodifesa e negazione. I testi seguono una linea dura, dando coerenza al sound, si percepisce esattamente l’intenzione della band di voler descrivere l’attimo in cui si comincia a reagire dopo essere stati colpiti, e che ti porta ad avere una reazione forte, e come appunto dicono nel titolo del disco e nell’omonimo pezzo che lo chiude, a voler urlare.

(Autoprodotto) CD/Digital