ALESYA: Alesya

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A leggere la biografia di Alesya (all’anagrafe Alessandra Adabbo) si rimane colpiti. Una passione innata per la musica, un gruppo tutto al femminile (Selz & B.), una carriera solista, tanti concerti, tanti concorsi, tante interviste radiofoniche e televisive e l’incontro con un produttore (Paolo Boffo). Si rimane colpiti perché tanto “movimento” deve portare a qualcosa “di serio”. E per serio si può intendere anche questo ep con quattro brani di sano pop rock. Alesya si dimena vocalmente tra la chitarra e la sezione ritmica, accenna anche un momento di tranquillità con “Dolce pioggia” ma noi la preferiamo quando pigia sull’acceleratore (“Fuori controllo”). Un poker di canzoni da ascoltare, ballare, canticchiare e fare proprie. Se avete due minuti, date un occhio alla sua pagina Facebook e ascoltate le sue canzoni. Alesya e la sua band hanno le carte in regola per divertirsi e divertire. Pop rock in italiano per cuori leggeri. Astenersi intellettualoidi e baffo muniti (alias intellettualoidi).

(Tumtumpà Records) CD EP

ANGELA MADONIA: Metamorfosi

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Originaria di Enna, ma trasferitasi a Bologna quasi dieci anni fa, Angela Madonia non è solo una cantante: polistrumentista, suona pianoforte, violino, chitarra, batteria; frontwoman dei Burlesk, ha prestato la propria voce anche come corista di Iskra Menarini – storica comprimaria del compianto Lucio Dalla – e Enrico Nadai; insegna, studia, non si ferma mai. Un’anima poliedrica che si nota subito in questo album, dove con appena sei brani Angela (o semplicemente Agl, o Nya, come ama farsi chiamare) dipinge un quadro chiaro delle proprie capacità vocali e delle proprie influenze: il rock della opener “Gocce d’inchiostro”, il dance rock in “La solita bugiarda”, l’etnico-folk in “A tratti”, il cantautorato alla Samuele Bersani di “Cromosoma Y”, il funk in “Altrove”, il lirismo tragico e cupo in “00:29”. Più che un disco, questo piccolo EP potrebbe essere quasi un portfolio di un’artista a tutto tondo e un’ottima interprete a cui manca solo di raffinare e mettere bene a fuoco il proprio stile di scrittura.

(Autoprodotto) CD

BORZ: Follia quotidiana

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Dietro alla maschera del Joker di Borz si nasconde la voce dei Kilowater, punk band con cinque album in discografia e decine di concerti sparsi per la penisola. Abbandonata “l’uniforme” punk, Borz è diventato un personaggio da fumetti che suona electropop (in italiano) e non rinnega il suo passato artistico. Il paragone con l’arlecchino elettronico di Alberto Camerini è ovvio e scontato, qui però il tutto è calato ai giorni nostri (“Rockstar”) o ricorda il decennio edonista per antonomasia (“Anni 80”), per poi riprendere una canzone dei Decibel di Enrico Ruggeri da antologia (“Contessa”). Nel resto del disco c’è spazio per l’amore (“Se lei”), le aspirazioni personali (“Baby”), il movimento corporeo (“Electroclown”) e un titolo che ricorda la prima moglie di David Bowie o la canzone dei Rolling Stone (“Angie”). “Follia quotidiana” è un disco “estivo” con frecce avvelenate di denuncia sociale, il tutto condito da un sound che permette il ballo sfrenato. Electropop con il ghigno malefico del Joker. Chissà se Borz andrà a fare la spesa con la sua maschera pittata in faccia?

(Miraloop Hearts) Digitale

CIGARILLA DISONASTY: Latte Lattine

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All’estero se ne parla tanto, abbastanza da essere diventato un’etichetta con tanto di sigla: DIY (Do It Yourself), molto più banalmente “fai da te”, l’arte di arrangiarsi, di trovare una propria strada con pochi mezzi e affrontando ogni sfida in maniera istintiva, solo con l’idea di cosa si vuole dire e dove si vuole arrivare, non senza metodo ma inventandosi il modo per arrivarci. Visto in qualsiasi altra ottica questo “Latte Lattine” dei Cigarilla Disonasty, quartetto nato nel 2010, verrebbe bollato come un disastro, si direbbe che non sanno cantare, appena riescono a suonare, i testi sono grammaticamente sbagliati, bofonchiati, quasi incomprensibili, le canzoni male inquadrabili. La verità invece è che il risultato finale è quanto di più personale e accattivante si possa sentire, in bilico tra rock minimale, rap alla Uochi Toki e pop scuola Bugo. Un quadro d’insieme dall’identità estremamente forte, apprezzabile già solo perché sfugge da ogni necessità di piacere per dire invece: questi siamo noi, che vi piaccia o no. Tanto di cappello.

(Autoprodotto) CD / Free download

IL CLUB DEI VEDOVI NERI: Numana

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Con un nome preso a prestito da una raccolta di racconti di Asimov, il quartetto bolognese ha già al suo attivo qualche produzione discografica. “Numana” anticipa, con tre brani acustici, il prossimo full length album e per chi conosce le gesta artistiche del combo sarà una bella sorpresa. Interpreti di un folk rock dalle tante emozioni, Il Club Dei Vedovi Neri mette in queste tre canzoni una vena pop che può attirare legioni di ascoltatori dediti al sentire brani d’amore o esistenziali. Il brano che apre l’ep, “Brucia”, racconta la passione che non deve mai spegnersi nella vita, mentre “L’attesa”, altro pezzo da segnalare, è uno spaccato di vita che affonda le mani nei gesti, in un raggio di sole e nell’amore. Il Club Dei Vedovi Neri non si può certo dire che ami la luce accecante, infatti sembra proprio che preferisca rifugiarsi nel buio dell’anima. “Numana” è una ottima anticipazione del prossimo album. Per cavalieri azzurri, damigelle al balcone, o ubriachi di emozioni.

(Autoprodotto) CD EP

COLLETTIVO GINSBERG: Asa Nisi Masa

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No Wave Voodoo Blues, come lo chiamano loro stessi. O più che altro una contaminazione tra rock, blues, jazz e classica, avanguardia, contemporanea, progressive, psichedelia, teatralità, influenze cinematografiche: tutto questo è il Collettivo Ginsberg, progetto nato in terra di Romagna nel 2004 con l’incontro tra Cristian Fanti e Andrea Rocchi. E non è un caso che questo debutto “Asa Nisi Masa”, pubblicato con l’inglese Seamount Production, sia stato prodotto proprio da Marco Bertoni (ex Confusional Quartet): schizofrenia controllata, pastiche sonoro, stratificazioni strumentali senza soluzione di continuità creano una base magmatica per testi tra l’onirico e il letterario, in cui – come si poteva intuire dal nome della band – è forte l’influenza del periodo beat, del montaggio applicato alla scrittura accostando brandelli di scritti originali a versi di altri autori, che disarticolati e decontestualizzati assumono una nuova valenza descrittiva e semantica. Un album talmente pieno di input che cambia quasi ad ogni ascolto, infinito, potente, da avere.

(Seamount Production) CD / Digitale

DEVOCKA: La morte del sole

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Terzo album per i ferraresi Devocka e terzo centro. Post punk con venature noise cantato in italiano. A metterla giù così sembra semplice, invece non lo è per niente. I Devocka pestano sugli strumenti, me li immagino sanguinanti alla fine di un concerto o di una seduta di registrazione. Pestano di brutto. Un disco buio, tetro e scuro. Un disco che mette a disagio. Un disco che mi ha ricordato in brevi flash i Public Image Limited di antica memoria. Un disco urlato. I Devocka sono rumorosi quel che basta per infastidire i padiglioni auricolari. E noi in questo fastidio ci sguazziamo. Figli degeneri del Teatro degli Orrori, i Devocka fanno male. Un male all’anima. Eterno rincorrersi tra gioia e dolore. Poi all’improvviso ti svegli, l’album è terminato. Bisogna decidere se prendere una boccata d’aria o rigettarsi nel tunnel. La scelta è ovviamente scontata, si torna nel tunnel. I Devocka sono potenti anche nei momenti di pace. Perché qui non c’è pace. Il caos regna sovrano. Il caos. La bellezza del caos.

(I Dischi del Minollo/Audioglobe) CD

EMILIANO MAZZONI: Ballo sul posto

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Comedi Club ed Emiliano Mazzoni, due facce della stessa medaglia. Emiliano ha pubblicato il suo album solista, un passo deciso e notevole. Emiliano ha chiamato Luca Rossi (ex Ustmamò) alla produzione artistica. Scelta azzeccata ascoltando il suo “Ballo sul posto”, un disco intriso di musica sghemba, con una malinconia di fondo che mette quasi gioia. Emiliano ha suonato di tutto, perfino le padelle e gioca a nascondino con le nostre paure e ansie. Mazzoni è un giovane cantautore che ha trovato la sua pace interiore, quella pace che forse prelude a una immensa deflagrazione. Emiliano è un ammaestratore di sentimenti, schiocca la sua frusta e le parole si mettono a sua disposizione una dopo l’altra. “Stronzi tutti”, “Pieni di virtù”, “Mentre piangono le grondaie” e “Meglio sparire” tra le canzoni da ascoltare con sincera partecipazione. Emiliano Mazzoni è il nostro Tom Waits o il nostro Vinicio Capossela. Là sui monti c’è la neve, un camino acceso e un pianoforte da suonare. Da evitare se inclini all’euforia perenne.

(Autoprodotto) CD

ERO: Fermo Immagine

Ero copertina

Gli Ero sono una rock band di Carpi. Esistono dal 2011 e ogni componente del gruppo arriva da precedenti esperienze artistiche. Infatti, non preoccupatevi se ascoltando “Fermo immagine” vi ricorderete i Coldturkey, perché Simone Magnani è la stessa persona dietro al microfono. Qui però il rock è più arcigno e la sua voce più cattiva. Qui c’è una sana propensione per il sudore. Non mancano a dire il vero alcuni momenti di tranquillità sonora che ben si alternano ai passaggi più duri. Gli Ero con “Fermo Immagine” dimostrano di avere le carte in regola per togliersi diverse soddisfazioni. Consigliato agli appassionati che possono ascoltare dai Linkin Park ai Litfiba. Gli Ero chiedono, fin dal titolo, di fermarsi e ascoltare il loro disco. Prestando la giusta attenzione ci si accorgerà che queste canzoni possono diventare il nostro pane quotidiano (Alberto Camerini docet). “Il santo”, “Tina”, “Sali e scendi”, “La macchina del tempo” e “Non ne vale la pena” tra i brani da segnalare. Uno spaccato di vita. Un fermo immagine.

(Zeta Factory/Venus) CD

EX PRESIDENTI: Bikini

foto disco ex presidentiFuori fa freddo. Molto freddo. È arrivato l’inverno. Cosa posso fare per riscaldarmi un poco? Ascoltare il nuovo album degli Ex Presidenti, “Bikini”. Un disco solare, con tanto di copertina “californiana” e brani dai titoli eloquenti: “Fermata di mare”, “Onde”, “Riviera romagnola”, “Bikini”. Come al solito gli Ex Presidenti divertono, cosa non sempre scontata, con il loro surf punk. Anzi se proprio volete sapere come riescono a essere così coinvolgenti andate a leggere quali sono gli ingredienti della loro musica nella pagina “genere” sul loro sito ufficiale. Un paio di featuring: Cecco Signa e Kontrasto, danno ancora più smalto ai rispettivi brani. Non manca neppure la cover: “Tintarella di luna”. Da guardare online anche il videoclip di “Riviera romagnola”. Insomma cosa si può chiedere di più ai tre Ex Presidenti? Venite a suonare a casa mia quando mi sento infreddolito, magari vi portate anche i vostri surf così posso fantasticare di cavalcare le onde dell’oceano. Dai vi aspetto.

(Autoprodotto) CD