Tizio Bononcini: Il mio collega economista
Tizio Bononcini pubblica il suo primo video ufficiale.
Scritto a partire dal soggetto della canzone Il mio collega economista di Tizio Bononcini, il video, prodotto da Rat Musqué in azione, è stato pensato come un vero e proprio cortometraggio.
Il mio collega economista è una sintesi grottesca degli stereotipi sugli impiegati e in genere sulle situazioni che si creano quando si condivide uno spazio di lavoro. Tizio, cantautore catapultato in questa realtà a lui poco affine – ma neanche tanto –, racconta con ironia e stupore le pose, le debolezze e le manie di questo collega invadente e arrogante, attorno a cui ruotano le vite professionali degli altri colleghi.
Nel 2014, il brano è stato selezionato per la compilation “La Musica Libera. Libera la Musica” a cura di Magazzini Sonori e Regione Emilia Romagna.
i127ROSSO: Futuro Sicuro
Ivano Marzocchi, con la sua band i127ROSSO, dopo aver firmato il contratto con CNI – Compagnia Nuove Indye ha pubblicato il nuovo video del brano Futuro Sicuro, per la regia di Giuseppe Ferreri.
Per ulteriori informazioni:
https://www.facebook.com/Ivano127Rosso
http://studiosoundlab.com/
https://www.facebook.com/studiosoundlabo
https://it-it.facebook.com/CompagniaNuoveIndye
www.cnimusic.it
Nuova Linfa: Tre
Per maggiori informazioni e per scaricare i progetti del collettivo:
www.nuovalinfa.it
www.facebook.com/nuova.linfa
www.soundcloud.com/siddhartasound
www.facebook.com/dominoentofficial
Covo Records: la produzione discografica in collaborazione con Sonda
Sonda è felice di annunciare la prima pubblicazione nata dalla collaborazione con le etichette discografiche partner.
Venerdì 19 dicembre verrà presentato al Covo Club di Bologna il nuovo vinile 7″ uscito per Covo Records grazie alla collaborazione con il Progetto Sonda.
Le due band bolognesi protagoniste della pubblicazione – Altre di B e Absolut Red – si esibiranno sul palco dello storico club di Viale Zagabria 1.
Burlèsk: A volte ritornano
Il quartetto bolognese Burlèsk ha recentemente pubblicato su Youtube il videoclip A volte ritornano
I Burlèsk su Facebook
I partner, i locali: ZONA ROVERI
Zona Roveri è una struttura polifunzionale che al proprio interno accoglie le sale prova di FOH Factory, il Morphing Studio e l’omonimo club. Una location ampia (oltre 500 mq), dotata di un palco attrezzato di 60 Mq, zona di carico e scarico direttamente nell’area back stage accessibile anche a mezzi di grandi dimensioni, ring di americane attorno al palco per il montaggio di audio e luci, generatore da 100 kW per alimentare audio e luci, prese 16A esterna alla struttura per fornire alimentazione ai tour bus.
I live di Sonda visti da voi: The Villains
THE VILLAINS
Bronson, 31/10/2013
main guest Lo Stato Sociale
“Bisogna affrontare anche i palchi più importanti come i genitori fanno affrontare ai figli la paura dell’acqua, cioè spingendoli in piscina senza stare troppo a pensarci su”
“Conoscevamo Lo Stato Sociale per sentito dire… Penso che non sia un mistero il fatto che siamo due band molto diverse, sotto molti punti di vista. A cominciare dalla lingua: infatti molte band che in Italia cantavano in inglese sono tornate all’italiano, mentre noi continuiamo sulla nostra strada. Ricordo che ne parlammo anche con i ragazzi della band, nei camerini. Comunque noi con loro ci siamo trovati molto bene, bisognerebbe chiedere a loro come si sono trovati con noi…”. Questo a grandi linee il racconto che Georgia Minelli dei The Villains fa della serata di spalla alla rivelazione indie del momento, in un locale non del tutto ignoto (“Lo conoscevamo da spettatori, abbiamo assistito a un paio di concerti, tra cui uno di un Adam Green particolarmente ispirato”) e davanti a un pubblico “decisamente curioso e per nulla freddo”. Un’esperienza promossa a pieni voti e che la frontwoman del quartetto modenese si augura possa toccare anche ad altri: “è molto importante, soprattutto per le band più emergenti. Bisogna fargli affrontare palchi anche importanti come i genitori fanno affrontare ai figli la paura dell’acqua, cioè spingendoli in piscina senza stare troppo a pensarci su. Ok, forse non si dovrebbe fare proprio così con i bambini… però avete capito l’idea”.
Una palestra fondamentale anche per la band di Modena che ha in cantiere un nuovo disco prodotto da Marco Bertoni, un ‘amore’ musicale sbocciato proprio grazie a Sonda: “Sarà un lavoro decisamente diverso dai precedenti ed è indirizzato soprattutto al mercato straniero”.
I live di Sonda visti da voi: Altre di B
Altre di B
Off, 06/02/2013
main guest James Walsh
“Era la prima volta che suonavamo in acustico, ma ci siamo saltati fuori dignitosamente, e la risposta del pubblico è stata molto buona”
È il 6 febbraio 2013, e i bolognesi Altre di B vengono chiamati da Sonda per aprire il live di James Walsh – storico cantante dei britannici Starsailor – all’Off di Modena, fra i primi locali partner del progetto e meta fissa di importanti tour indipendenti italiani. Non è la prima volta che i quattro calcano il palco del club: “Avevamo già suonato all’Off in due occasioni precedenti, assieme a Canadians e Low Frequency Club”, racconta Giacomo chitarrista della band. “E’ di sicuro uno dei nostri locali preferiti: palco basso, vicinanza col pubblico, ci siamo sempre trovati molto bene con tutto lo staff”. Un live però diverso dai precedenti, visto che il quintetto ha dovuto reinventarsi in veste acustica per adattarsi al set chitarra e voce di Walsh. “Conoscevamo sia James che la sua band, gli Starsailor. La sua musica è abbastanza in linea col nostro stile. Pur avendo preparato un set acustico, una novità, una sfida artistica, ci siamo saltati fuori dignitosamente e la risposta del pubblico è stata molto buona. Per una band emergente misurarsi con realtà musicali del genere è un esame di maturità importante, ed è un bene che Sonda dia questa opportunità”. In più, oltre che sul pubblico gli Altre di B hanno fatto breccia anche nel cuore del main guest della serata: “Eravamo nel parcheggio e vediamo James Walsh in macchina, che aspetta di essere portato in albergo. Ci siamo lanciati verso di lui per dargli un nostro disco, e lui si è chiuso dentro pensando fossimo dei malintenzionati… Poi ha capito e ci siamo fatti una risata!”.
Le scelte dei valutatori: Carlo Bertotti
Carlo Bertotti

GRAZIA CINQUETTI
Una curiosità. Nomen omen: Grazia Cinquetti, non poteva che chiamarsi così.
Il lavoro di Grazia è indubbiamente una delle cose migliori che mi è capitata di ascoltare su Sonda. In “Anima e Corpo”, uno dei brani che ho ascoltato, si intrasentono Sakamoto e certi accordi di “emersoniana” memoria. Credo che Grazia sia un’artista che dovrebbe insistere sulla strada della ricerca cercando di non cedere a richiami troppo pop. Se riuscisse a dimenticare di essere italiana nel suono, senza quindi cedere alla tentazione del bel canto fine a se stesso, se si accorgesse fino in fondo che nel suo caso la voce è solo uno strumento che deve imparare a gestire rompendola e manovrandola, allora credo possa veramente fare cose importanti.
SESTO PROJECT
Sesto Project è un progetto indubbiamente interessante, che se “miscelato” e sviluppato bene in futuro potrebbe regalare al gruppo diverse soddisfazioni. In particolare si sente una maniera differente di approcciarsi alla costruzione dei pezzi: un modo intelligente di pensare una musica adatta sia al dancefloor di un club che a live veri e propri. Ascoltandoli istintivamente richiamano echi di Fatboy Slim o di Underworld e già questo è un buon punto di partenza! Nei loro brani a volte sembra di essere di fronte ad un remix: è una caratteristica particolare che andrebbe sfruttata di più. Non ricercano a tutti i costi la forma-canzone classica e se dovessero riuscire a far convergere tutta l’energia e gli spunti che emergono dai provini ci sono le premesse per un progetto decisamente originale.
ANIMAL FARM PROJECT
Un gruppo con delle idee, e questa, guardandosi attorno nel panorama delle band italiane, è già una notizia!
Una scrittura dei brani con un respiro quasi internazionale con un lavoro originale sulle armonie e con delle linee melodiche mai scontate. Un immaginario sonoro che spazia dai Sigur Ros ai primi Morcheeba con ampi margini di miglioramento soprattutto se in futuro volessero cimentarsi con l’italiano. Un’unica considerazione su questo punto: in Svezia, Francia, Olanda e Belgio vengono scritti e prodotti pezzi in inglese con un sound simile. In Italia invece non conosco molti gruppi che abbiano uno stile e un suono così e che cantino in italiano. Che dite? Speriamo non si perda un’occasione…
Carlo BertottiAutore, produttore e musicista, inizia la propria attività nei primi anni '90 comecompositore di musiche per cortometraggi e pubblicità. Nel 1996 fonda i Delta V insieme a Flavio Ferri, formazione con cui scrive e produce 6 album durante il decennio successivo. Parallelamente ha scritto e remixato brani per molti artisti italiani (Ornella Vanoni, Garbo, Alex Baroni, Baustelle, Angela Baraldi), e ha collaborato con Neil Maclellan (produttore di Prodigy e Nine Inch Nails), JC001 (Nitin Sawhney, Le Peuple de l'Herbe), Roberto Vernetti (La Crus, Elisa, Ustmamò).
Le scelte dei valutatori: Giampiero Bigazzi
Giampiero Bigazzi
3000 battute per quello che ho ascoltato da Sonda.
Devo scegliere tre nomi, fra quelli che il Centro Musica mi ha assegnato negli ultimi due anni come “valutatore del progetto Sonda” e non è facile. “Quelli che ritieni particolarmente meritevoli”, mi dicono. Ma son tutti bravi! Questa è la caratteristica dominante: il livello delle proposte è veramente buono, non solo nell’ultimo periodo, ma dall’inizio di quest’impresa. Ma devo parlare solo di tre proposte. E poi devo farlo in 3000 battute e ne ho consumate già 503…
Ok, rischio. E scelgo tre gruppi musicalmente diversi, ma che hanno in comune formazioni strumentali fuori dallo standard rock-pop.
THE CHICKEN QUEENS
Il primo è un duo: The Chicken Queens. Sono Matteo Capirossi, voce e chitarra, e Luca Sernesi, batteria (o “tum tum pa”). C’è energia. Lo chiamano “blues incattivito”. Abituato a gestire ensemble affollatissimi, mi piace l’idea del duo, essenziale e grintoso. Facile da presentare dal vivo (e infatti mi dicono che concerti ne fanno). Forse si sente un po’ la mancanza delle frequenze basse, risolvibile da un missaggio accurato in modo da poter sfruttare lo sfruttabile al massimo (per esempio la cassa della batteria). Il risultato sono canzoni ruvide, ma eseguite bene. C’è la base blues e sonorità più contemporanee. Semmai potrebbero provare a sviluppare il loro suono e tentare un po’ di sperimentazioni. In modo che la radice blues non diventi una piccola prigione (che comunque non è male, come prigione).
FOURSOME
Il secondo è Foursome.
La formazione è notevole: tromba, trombone, tastiera (bell’organo antico…), elettronica, batteria. Mi piace. E’ atipica, coraggiosa, ma in fondo – con strumenti diversi e quindi più originali – si riesce a coprire lo spettro armonico di un quartetto “rock normale”. Bella scelta. L’atmosfera jazz-rock è molto interessante. Sono Simone Copellini, tromba, Federico Pierantoni, trombone, Giulio Stermieri, Hammond ed elettronica, Riccardo Frisari, batteria. Era molto tempo che non ascoltavo soluzioni come queste, presi come siamo dal dominio delle chitarre elettriche o dai suoni finti. Mi hanno ricordato i miei amici Lounge Lizards… non so se li abbiano mai ascoltati… lontani anni Ottanta… Non so quanto possa aver successo oggi questo tipo di proposta, ma merita insistere: chissà che non appaia una novità che potrebbe anche colpire l’attenzione di un pubblico più giovane.
LA METRALLI
Infine, se proprio devo fermarmi a tre, La Metralli. è stato difficile trovare appunti da fare a questo ensemble che si potrebbe definire di “canzone d’autore”, ma tinta con i colori della tradizione popolare. Una buona nuova veste raffinata alla canzone d’autore, mescolata a sapori popolari non consueti, non di maniera. Molta attenzione ai testi con arrangiamenti giusti. Esecuzione perfetta. Bella la voce. Sono tutti bravi musicisti. C’è un po’ di jazz, un po’ di balera. è un quartetto: Meike Clarelli, voce, chitarra, kazoo; Matteo Colombini, chitarra acustica ed elettrica; Marcella Menozzi, chitarra elettrica; Serena Fasulo, contrabbasso, basso.
Giampiero Bigazzi Produttore, editore, compositore, autore e musicologo, ha cominciato a suonare nel 1968 e ha legato il suo nome a quello dell’etichetta Materiali Sonori. Più “organizzatore di suoni” che musicista, ha collaborato con importanti artisti e band fra i protagonisti della musica indipendente e di ricerca in Italia e nel mondo. Scrive, organizza festival, mette in scena spettacoli di narrazione e di teatro minimo musicale.



