EMILIANO MAZZONI: Ballo sul posto
Comedi Club ed Emiliano Mazzoni, due facce della stessa medaglia. Emiliano ha pubblicato il suo album solista, un passo deciso e notevole. Emiliano ha chiamato Luca Rossi (ex Ustmamò) alla produzione artistica. Scelta azzeccata ascoltando il suo “Ballo sul posto”, un disco intriso di musica sghemba, con una malinconia di fondo che mette quasi gioia. Emiliano ha suonato di tutto, perfino le padelle e gioca a nascondino con le nostre paure e ansie. Mazzoni è un giovane cantautore che ha trovato la sua pace interiore, quella pace che forse prelude a una immensa deflagrazione. Emiliano è un ammaestratore di sentimenti, schiocca la sua frusta e le parole si mettono a sua disposizione una dopo l’altra. “Stronzi tutti”, “Pieni di virtù”, “Mentre piangono le grondaie” e “Meglio sparire” tra le canzoni da ascoltare con sincera partecipazione. Emiliano Mazzoni è il nostro Tom Waits o il nostro Vinicio Capossela. Là sui monti c’è la neve, un camino acceso e un pianoforte da suonare. Da evitare se inclini all’euforia perenne.
(Autoprodotto) CD
ERO: Fermo Immagine
Gli Ero sono una rock band di Carpi. Esistono dal 2011 e ogni componente del gruppo arriva da precedenti esperienze artistiche. Infatti, non preoccupatevi se ascoltando “Fermo immagine” vi ricorderete i Coldturkey, perché Simone Magnani è la stessa persona dietro al microfono. Qui però il rock è più arcigno e la sua voce più cattiva. Qui c’è una sana propensione per il sudore. Non mancano a dire il vero alcuni momenti di tranquillità sonora che ben si alternano ai passaggi più duri. Gli Ero con “Fermo Immagine” dimostrano di avere le carte in regola per togliersi diverse soddisfazioni. Consigliato agli appassionati che possono ascoltare dai Linkin Park ai Litfiba. Gli Ero chiedono, fin dal titolo, di fermarsi e ascoltare il loro disco. Prestando la giusta attenzione ci si accorgerà che queste canzoni possono diventare il nostro pane quotidiano (Alberto Camerini docet). “Il santo”, “Tina”, “Sali e scendi”, “La macchina del tempo” e “Non ne vale la pena” tra i brani da segnalare. Uno spaccato di vita. Un fermo immagine.
(Zeta Factory/Venus) CD
EX PRESIDENTI: Bikini
Fuori fa freddo. Molto freddo. È arrivato l’inverno. Cosa posso fare per riscaldarmi un poco? Ascoltare il nuovo album degli Ex Presidenti, “Bikini”. Un disco solare, con tanto di copertina “californiana” e brani dai titoli eloquenti: “Fermata di mare”, “Onde”, “Riviera romagnola”, “Bikini”. Come al solito gli Ex Presidenti divertono, cosa non sempre scontata, con il loro surf punk. Anzi se proprio volete sapere come riescono a essere così coinvolgenti andate a leggere quali sono gli ingredienti della loro musica nella pagina “genere” sul loro sito ufficiale. Un paio di featuring: Cecco Signa e Kontrasto, danno ancora più smalto ai rispettivi brani. Non manca neppure la cover: “Tintarella di luna”. Da guardare online anche il videoclip di “Riviera romagnola”. Insomma cosa si può chiedere di più ai tre Ex Presidenti? Venite a suonare a casa mia quando mi sento infreddolito, magari vi portate anche i vostri surf così posso fantasticare di cavalcare le onde dell’oceano. Dai vi aspetto.
(Autoprodotto) CD
FAKIR THONGS: Fakir Thongs
Ai tre Fakir Thongs non manca certo la voglia di suonare, considerando che tutti hanno militato o militano in altre band. Con questi presupposti quale può essere la “mission” dei Fakir Thongs? Beh la loro missione è quella di calarsi in toto nello stoner rock anni 90 e nello space rock anni 70, per poi condire il tutto con ingredienti di oggi. Attivi dal 2012 non si sono mai tirati indietro dai concerti, se c’è un palco loro ci salgono sopra e cominciano a pestare sui loro strumenti. Dai live allo studio di registrazione il passo è stato breve. Prodotto da Omid Jazi (già nei Water In Face e sul palco con i Verdena), l’ep consta di quattro tracce di puro furore cosmico. Continuano, come prassi consolidata del cantante, i giochetti di parole (“Hypno Ties”) e anche il nome scelto dalla band: I tanga del fachiro, non è da meno. Se vi piace sentirvi colpiti da bordate di energico rock ma amate anche le soluzioni musicali più “spaziali” e lisergiche i Fakir Thongs fanno decisamente per voi. Abili musicisti alle prese con il magma dello stoner rock. Vi sembra poco?
(Autoprodotto) CD EP
FRANZ CAMPI : Che soggetto quel Fred!
Franz Campi da Bologna è un artista che di cose ne ha fatte. Fatte tante. Ha scritto diversi brani tra cui uno che Morandi ha fatto diventare un successo (“Banane e lampone”), ha partecipato al Sanremo Giovani (ed è finito tra i vincitori) e una sua canzone è ospite del Museo della Pace di Samarcanda in Uzbekistan. Franz ha pubblicato, ovviamente, diversi album a suo nome. Oggi dopo tre anni di repliche di uno spettacolo dedicato a Fred Buscaglione, viene distribuito un cofanetto (CD+DVD) nel quale Franz si cimenta con i classici di Buscaglione accompagnato dalla Billy Carr Band. Il risultato è dei migliori, Campi riesce ad indossare gli abiti di Fred senza risultare una macchietta da cabaret. Nel dvd un documentario di 40 minuti sulla vita di Buscaglione con numerose interviste da Andrea Mingardi a Freak Antoni, passando per Letizia Buscaglione, o Paolo Limiti. Un ricordo di un grande artista che ancora nel 2013 riesce ad affascinare. Bravo Franz Campi, era facile cadere nel patetico.
(D Cult) CD+DVD
FREERAGGIO: Sky Hi-Fi
Da Pieve di Cento alla conquista dello spazio. I Freeraggio nascono alla fine degli anni 90 dall’idea di Andrea e Tiziano. Quest’ultimo dopo un grave incidente stradale non è in grado di continuare a suonare la batteria. Il progetto si ferma. Nel 2009 la voglia di ricominciare è forte. I Freeraggio tornano a coagularsi attorno ai due musicisti. È ora di registrare il primo album. Sono chiamati sulla navicella spaziale “amici e parenti” e il viaggio può iniziare. Il disco è una specie di concept album con le prime due canzoni ancorate alla Terra, poi la navicella prende il volo e la band comincia a vedere il nostro mondo dal cielo. Soffi elettronici fanno da sfondo alle voci che si alternano al canto, tra italiano ed inglese. I Freeraggio sembrano quasi una versione moderna dei Rockets. Le influenze sono molteplici, alla fine si rimane piacevolmente coinvolti. In questo disco ci sono così tante idee che i Freeraggio potevano vivere di rendita per i prossimi cinque album. Hanno invece scelto di infilarle tutte in “Sky Hi-Fi”. Hanno sbagliato o no? A voi la risposta.
(Autoprodotto) CD
GAMMISTAX: Gammistax
Il punk che ha invaso il mondo negli anni 90 si può vedere come il male assoluto, o il bene assoluto. Dipende dai punti di vista. Per i Gammistax ha sicuramente significato appropriarsi di un suono e forse anche di una attitudine. Da Modena e giovanissimi, i quattro Gammistax (a proposito un componente che figura nell’ep è stato sostituito da un nuovo bassista) ce la mettono tutta per non sfigurare. L’accoppiata iniziale mette a fuoco un Green Day style coinvolgente, pop punk senza troppi fronzoli e tanta melodia, mentre meno convincente risulta il lento a chiusura. Di “Back to you” esiste anche un videoclip da cercare e vedere. I Gammistax hanno tutto il tempo per continuare a divertirsi e noi con loro. Punk rock melodico di scuola californiana perché è risaputo che a Modena è come vivere a Los Angeles anche in gennaio. Una ultima curiosità:”Come riuscite ad avere quei ciuffi di capelli che sfidano l’attrazione gravitazionale, visti nel videoclip?”. Vorrei proprio saperlo.
(Autoprodotto) CD EP
GIACOMO CANTELLI: Conseguenze
Torna dopo quasi quattro anni da “Lividi e Dintorni” Giacomo Cantelli, con questo nuovo album: nove brani nello stile a cui il cantautore modenese ha abituato il proprio pubblico, con una produzione – curata in parte da Luca Pernici, già collaboratore di Ligabue, Rio e molti altri – che quando abbraccia in pieno la potenza compositiva di Cantelli gli dà una marcia in più, con sfumature dark e wave che riportano nelle orecchie le atmosfere dei Diaframma o del Morgan solista (“Radio Sarajevo”, “Etoile”), così come le sonorità più (o meno) moderne di U2 o Editors (“Portami via”, “Ultimanotte”). Arrangiamenti semplici ma efficaci, come devono esserlo nel rock, e che nei brani ritmicamente meno serrati si ampliano tradendo la natura di pianista del proprio autore. Un disco con cui Giacomo tenta il grande salto presentandosi senza filtri ad un pubblico più ampio di quello della propria città, “debuttando” anche se non più ragazzino, dopo tanta gavetta ed esperienze live, non per inseguire il successo ma semplicemente per il bisogno di far ascoltare la propria voce.
(Autoprodotto) CD
GRAND GUIGNOL DIABOLIQUE: Di tutte quelle morti
Tra il 2004 e il 2005, dalle ceneri dei Beat Babol (da Bologna), sono nati i Grand Guignol Diabolique. “Di tutte quelle morti” è la terza uscita discografica della band, che arriva dopo due album. Un ep con quattro brani (più bonus track) cantati in italiano che strizzano l’occhio ad un rock pop drammatico, non potrebbe essere altrimenti considerando l’immagine di copertina. I Grand Guignol Diabolique giocano a rincorrere un pessimismo cosmico per poi ritrovarsi tra le mani un sano ottimismo che permette loro di scrivere brani come “Il veleno più o meno” o “Harakiri e deliri”. Incisiva la chitarra suonata da Andrea Lazzarini. Infine si arriva alla bonus track, “Squallido inferno di tristezza”, un manifesto programmatico del Grand Guignol Diabolique pensiero. Pop rock imparentato con la new wave che giocherella con le parole e le note. Pop rock imparentato con l’elettronica che giocherella con i sentimenti. Pop rock imparentato con l’horror che giocherella con le grandi verità della vita.
(Pedale Baroque Records) CD EP
Le scelte dei valutatori: Marco Bertoni
Marco Bertoni
“Nel corso di questa bella avventura che è SONDA ho avuto il piacere di incontrare e di poter “valutare” parecchi artisti, bands, progetti. Come produttore musicale ho avuto anche la sorte di produrre due compilations con alcuni degli artisti che hanno seguito l’iter di SONDA, che hanno cioè provato a seguire le indicazioni dei valutatori e hanno percorso un tratto di strada insieme a SONDA, crescendo e tentando di evolversi per provare a comunicare il loro prodotto. SONDA è un progetto nato con l’intento di aiutare a sviluppare l’aspetto artistico ed espressivo dei giovani artisti in un momento prima del mercato; mi piace qui scrivere di alcuni soggetti che questo passo l’hanno compiuto un poco più lungo e che stanno tentando di proporsi proprio a quel mercato (per lo più indipendente) che è l’inizio vero e proprio di una qualsiasi avventura. Premessa: parlare oggi di mercato equivale a fotografare un momento dove all’artista è richiesta una forte dose di autarchia e relative abilità a darsi da fare per procurarsi produttore, ufficio stampa, concerti, e iniziare un percorso che, se funziona, può incontrare durante la crescita partners come editori, discografici e agenzie di booking… Che arrivano quando le cose già girano e che le faranno girare ancora di più.”
MILA SERVE AI TAVOLI
Dopo alcuni incontri al Centro Musica e la produzione one shot in un giorno solo di studio per la prima compilation di SONDA, la band mi chiede di collaborare per produrre nuovi brani. è forte la sensazione che serve un aiuto per tentare di realizzare quanto è emerso durante gli incontri a SONDA.
Analizziamo insieme il progetto, evidenziando i punti forti e i punti da cambiare. Iniziamo un duro e lungo lavoro in sala prove. I ragazzi suonano, io prendo appunti e facciamo tanti tentativi di cambiamento di strutture e di soluzioni musicali diverse da quelle solitamente svolte dalla band. Piano piano crescono dei pezzi nuovi, dal vivo la band sente che i pezzi nuovi hanno più potenziale comunicativo di quelli vecchi. Si entra in studio, si registra… Molto bene. Adesso il gruppo ha acquisito un’altra prospettiva sia di scrittura musicale sia di immagine; l’aspetto che rimane da elaborare e su cui lavorare per crescere ancora sono i testi: cosa cantare in italiano se sei una band con una potente frontwoman? I loro brani cominciano ad essere presi in considerazione dagli “addetti ai lavori”.
Voce potente dell’Emilia con il coraggio della melodia della canzone italiana.
DELIO TROPEANO
Delio mi ha contattato dopo gli incontri con i valutatori che ogni anno si tengono al Centro Musica di Modena perché aveva necessità di realizzare una demo. Mi ha da subito colpito la sua voce e la sua scrittura musicale. Quando Delio ha deciso di autoprodursi un album, mi ha chiesto di collaborare. Ha uno stile moderno che non tralascia l’importanza del contenuto dei testi, politicamente e socialmente impegnati. Il suo stile e la sua giovane età lo rendono partecipe di una scena che non è gestita dalle etichette indipendenti, ma che dovrà trovare il suo naturale sbocco presso le major. Per questo motivo è dura mettere fuori la testa, nonostante i notevoli apprezzamenti sul lavoro. Delio con alcuni amici ha prodotto un video che è stato un piccolo caso su YouTube. Anche lui è sulla ripida strada dell’autarchia, dove se non ti muovi nessuno si muove, ma è sorretto da una classe e da un talento sicuri. In questo caso il lavoro suo era già chiaro e “maturo”, si è trattato solo di rendere con la produzione quello che l’artista aveva già in testa.
MIRCO MAZZACANI
Mirco è un cantautore con grosse potenzialità comunicative. Abbiamo lavorato veramente molto per scolpire e selezionare dal suo vasto repertorio una possibile immagine di artista e di musicista coerente con un mondo da raccontare. Abbiamo scoperto che Mirco è il figliolo di Gaber e di Jannacci, e che nelle foto viene bene con il cappello. Ho prodotto e arrangiato e registrato alcune sue canzoni e grazie a un ufficio stampa c’è già stata una certa esposizione radiofonica… Ma anche Mirco è un prodotto popolare, pertanto le sue strade sono la televisione o una etichetta major, e per questo è difficile partire e salire subito: ci vuole costanza, impegno, fede e continuare a scrivere canzoni belle. Mirco ha delle nuove belle canzoni. Tante storie, (citando solo di passaggio altre collaborazioni come quelle con il Collettivo Ginsberg o The Villains), tanti percorsi che vedono, come sempre, lo sforzo e la passione dei musicisti che lavorano e ridono e soffrono e discutono.
SONDA ha attraversato i loro sentieri dando un bell’apporto.
Marco Bertoni Nato a Bologna nel 1961, inizia a 16 anni a suonare fondando il Confusional Quartet, gruppo storico della “new wave italiana”. Dopo quell'esperienza inizia a lavorare a progetti di musica contemporanea (unosu tutti il lavoro di ricerca sulla voce umana, che coinvolge le voci di Carmelo Bene, Kathy Berberian e Demetrio Stratos) e di musica leggera (con Lucio Dalla, Gianni Morandi, Angela Baraldi, Bracco di Graci, Gianna Nannini). Produce poi Motel Connection, Maccaroni Circus, il primo lavoro di Bob Rifo, collabora con diversi top dj e cura remix per artisti come Morgan, Jovanotti, The Simple Minds, Raiz, Subsonica. Ha collaborato, infine, come arrangiatore per lo Zecchino d’Oro e ha scritto colonne sonore per il cinema, la tv e la radio. Oltre all’attività con il Confusional Quartet, continua oggi il lavoro di produttore musicale nel suo studio.