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Atomi: SONDAinONDA

Lorenzo Setti, in arte ATOMI, inizia la sua attività musicale come batterista e in quel ruolo ha modo di esibirsi in Europa e negli Stati Uniti. Nel 2016 si avvicina alla musica elettronica e al mondo delle colonne sonore pubblicando il primo album The Dionysus’ Hill. Successivamente fonda il duo Hyperflower assieme a Irene Cavazzoni Pederzini poi dal 2018 dà il via al progetto Atomi.
Ha appena pubblicato, con l’etichetta giapponese Jikken Records, l’ep Armonia: cinque brani (e altrettanti video realizzati da cinque artisti diversi) che costituiscono primo episodio di una trilogia.

Ascolta Evolve, dall’ep Armonia

 

Silver Delta: SONDAinONDA

Silver Delta è il progetto solista di Alice Miali, chitarrista e cantautrice modenese, a cavallo tra rock, pop e blues delle origini.
Alice ci racconta che la sua musica ruota naturalmente attorno alla chitarra e la voce viene utilizzata come come strumento, con un’attenzione tutta rivolta al suono delle parole.
Il progetto Silver Delta è parecchio giovane e non ha ancora avuto un debutto su disco, ma un ep è in lavorazione e uscirà a breve.
Alice ha suonato Angels & Sea per SONDAinONDA in coda all’intervista.

Sonda Tour: le aperture nei locali partner 2019/2020

Ecco le aperture confermate con gli artisti di Sonda per questa stagione di collaborazione con live club e festival dell’Emilia Romagna:

DIAGONAL LOFT CLUB
– 13 novembre: DAVIDE BOSI in apertura a Elizabeth Moen
– 20 novembre: OVERTHOUGHT in apertura a Booty Ep

COVO CLUB
– 15 novembre: FUCKING COOKIES + SONS OF LAZARETH in apertura a The Detroit Cobras

SPLINTER CLUB
– 15 novembre: MISTER PECULIAR in apertura a Greyson Capps Band
– 15 febbraio: HEMP in apertura a Mondo Generator

LOCOMOTIV CLUB
– 22 novembre: LEI (NO) INNOCENCE in apertura a Telefon Tel Aviv

BRONSON
– 29 novembre: ARIANNA POLI + MORIEL in apertura a Fosco17

ATP Live Music Club (in collaborazione con Godot Festival)
– 19 dicembre: LA CONVALESCENZA in apertura a I Botanici

OFF
– 25 gennaio: NIKO ALBANO + MATTEO POLONARA in apertura a 2000 Power djset

RIOPEN (in collaborazione con Godot Festival)
– 11 settembre 2020: CORNER IN BLOOM in apertura a John Qualcosa/Altre di B
– 12 settembre 2020: CESARE AUGUSTO GIORGINI in apertura a Blindur/Duo Bucolico

Malfer: SONDAinONDA

Malfer è un giovane rapper modenese. E’ attivo dal 2014, anno in cui scrive i primi brani e partecipa ad alcuni contest di freestyle. Seguono diverse pubblicazioni discografiche, la collaborazione con l’etichetta Radioattiva Records e un tour nel quale ha avuto la possibilità di aprire i concerti di importanti artisti come Roberto Vecchioni, Claver Gold, Coma Cose.
L’ultimo singolo è Fiore nella Tempesta, pubblicato lo scorso 8 marzo, sempre in collaborazione con il producer Morra.

Guarda il video del brano Sono Ancora Qua

SONS OF LAZARETH: Blue Skies Back to Gray

Rancho De La Luna, Desert Session, stoner abrasivo e a tratti viscerale, misto hardcore, produzione in tiro, esecuzione anche. I Sons of Lazareth scrivono un disco che spacca, in barba ai neologismi dei trendsetter. Un disco con le chitarre in faccia, urla, virate inaspettate che strizzano l’occhio ad altri mondi, per evitare la noia di una scena in cui i portabandiera hanno piantato paletti apparentemente inestirpabili. Perché è proprio questo il punto di forza del quartetto bolognese: accompagnare gradualmente l’ascoltatore nel loro mondo fatto di stridori ed energia dirompente. Una sapiente commistione di momenti distensivi e psichedelici, consapevolezza e controllo nel dinamismo ed esplosioni hard rock/metal rendono questo lavoro un buon punto di partenza per chiunque voglia addentrarsi, partendo dal blues, nelle terre desolate dello stoner. “Blue Skies Back to Gray” lo ascolti quando torni a casa da lavoro, con un sigaro in bocca, il jack in mano e il desiderio di perpetrare nefandezze ai danni di chi ti ostacola; oppure dal vivo, dove siamo sicuri possa trovare il suo habitat ideale.

(Argonauta Records) CD / Digitale

SMOKING FIELDS: Two years later

Se la pianura padana fosse il deserto californiano gli Smoking Fields sarebbero comunque a casa. La band, nata tra Modena e Nonantola nei primi anni di questo millennio, si è stabilizzata dopo alcuni cambi di formazione in un quartetto che ha le mani immerse nel catino del grunge e del desert sound, quello che aveva nei Kyuss i loro massimi esponenti. Gli Smoking Fields consapevoli delle loro origini musicali, dei loro ascolti e delle loro influenze, dopo un paio d’anni di gestazione lunga e dolorosa, hanno pubblicato questo ep con sei brani, che in circa venticinque minuti sciorina lava incandescente come piovesse. Il primo estratto, “5 minutes to ignorance”, è il manifesto programmatico del gruppo ed è accompagnato da un videoclip pieno di scazzottate sui campi di baseball americani. Tra i restanti brani da segnalare “Wasted time” e “Muscular requiem”, veri e propri assalti sonori. Se pensate che lo stoner rock sia morto e sepolto dovete ricredervi. Gli Smoking Fields stanno suonando nel deserto ed alzano un gran polverone. Proteggetevi il viso altrimenti vi mancherà il respiro.

(Autoprodotto) CD

SILKI: Anedonia, Greg?

“Siamo una band di Riccione e facciamo musica orecchiabile”. Così si descrivono i Silki, un riassunto abbastanza puntuale della loro essenza. Siamo nelle gloriose sonorità degli anni ‘80 a cui tanto ci sta abituando l’indie/pop italiano dell’ultima decade. Un sound coerente con sé stesso, tra incursioni synth wave e techno che ricordano i Bluvertigo e Subsonica di “Discolabirinto”, calate nel panorama contemporaneo. Un disco di critica generazionale, che strizza gli occhi al cantautorato, senza velleità poetiche, condannando l’appiattimento empatico della nostra epoca, escludendone apparentemente la redenzione. “Anedonia” è infatti l’incapacità di provare piacere e il nichilismo ne è l’unico antidoto. Solo accettando l’insensatezza della vita è possibile ricominciare tutto da capo, partendo da sè stessi, evitando obbiettivi insensati e facendo semplicemente ciò che si desidera. Come cantano i Silki in “Jet Lag”, ultima traccia del disco: “a noi la musica ci ha salvati/e per questo le siamo grati”. Alla musica, infine, il compito di svegliare le coscienze e placare le paranoie della nostra società.

(Autoprodotto) Digitale

PAOLO SECCHI: Alza la voce

Paolo Secchi è un cantautore modenese arrivato al suo secondo ep, “Alza la voce”, dopo un percorso come chitarrista in una punk band chiamata Layfaces. Un passato che oggi rappresenta un bagaglio artistico da mettere al servizio di brani dal sapore cantautorale che però si accodano al pop rock ad ampio respiro. Paolo racconta storie di vita quotidiana e lo fa anche con un obiettivo sociale. Infatti collabora con una onlus, Officine Buone, che lavora in diversi ospedali italiani, in Emilia-Romagna sono presenti a Reggio Emilia, che chiede ai propri iscritti di regalare il loro talento. Paolo ha accettato di esibirsi tra le corsie ospedaliere ma ha fatto anche un passo ulteriore, decidendo di devolvere in beneficenza il ricavato derivato dalla vendita del suo disco. Un plauso per questo giovane artista che armato di chitarra cerca di aiutare le persone meno fortunate. Sul versante prettamente musicale il primo pezzo, “Punkha”, può essere considerato un ponte tra il precedente lavoro e questo, mentre “Io & te”, il brano in chiusura, giocato su sonorità più elettroniche potrebbe far intuire un nuovo percorso artistico. Chi vivrà, vedrà.

(Autoprodotto) CD

QUID: Quid

I Quid hanno confezionato un perfetto biglietto da visita. In tre brani, tutta l’essenza di una band che arriva dritta al cuore e colpisce per la sua chiarezza d’intenti e tematiche trattate. La voce è la colonna portante di un edificio dalle basi solide, l’ossatura che da sola regge il peso di un messaggio oscuro e malinconico. I riferimenti stilistici sono chiari, dal grunge anni ‘90, al pop rock di Negrita e Timoria, fonte d’ispirazione negli arrangiamenti e nelle vocalità struggenti ma orecchiabili. Andando ad analizzare la produzione scopriremo, tra linee di basso azzeccate, arpeggi in clean e powerchord ben assestati, una chitarra acustica che accompagna l’ascoltatore, che si tratti di una ballad (a tratti impreziosita da take di piano e archi) o di brani più energici. Questo a rimarcare l’intento della band di creare canzoni che possano ‘funzionare’ anche nella loro essenza, esperimento assolutamente riuscito. Le sonorità più accomodanti fanno da contrappunto ai testi del vocalist, vero punto di forza del progetto. La perdita di una persona cara, il tempo che passa inesorabile, cercare il proprio ruolo nel mondo, combattendo l’oppressione della negatività. Questi solo alcuni dei temi trattati all’interno di un piccolo ep, che tuttavia delinea in modo preciso i contorni di un progetto già maturo.

(Autoprodotto) CD/Digitale

PANDOREA: XX

Primo EP per questa formazione interamente al femminile proveniente dalla provincia di Modena,, nata nel novembre del 2015 e tenuta a battesimo nel giugno 2016 da un’altra girl-band del territorio (Roipnol Witch, da Carpi) in apertura al loro concerto al Peter Pan di Marina di Ravenna. Nelle sei tracce di questo “XX”, in cui si alternano equamente brani cantati in italiano e in inglese, c’è tutta l’anima rock’n’roll del quintetto che nelle intenzioni si vuole inserire nel solco della tradizione rock femminile di Joan Jett e Lizzy Hale, anche se nei brani più duri e dalle atmosfere metal/nu-metal viene spontaneo affiancarle a band (non di sole ragazze, ahinoi) come Evanescence e Lacuna Coil. La band, ad oggi formata da Sara Valenti (chitarra-cori), Ambra Pincelli (voce), Alice Nocetti (basso), Giulia Camellini (chitarra-cori) e Nancy Luduena (batteria) è attualmente al lavoro su un secondo album e nel portare avanti l’intensa attività live che l’ha caratterizzata fin dalla sua nascita.

(Autoprodotto) CD / Digitale