EX PRESIDENTI: Bikini
Fuori fa freddo. Molto freddo. È arrivato l’inverno. Cosa posso fare per riscaldarmi un poco? Ascoltare il nuovo album degli Ex Presidenti, “Bikini”. Un disco solare, con tanto di copertina “californiana” e brani dai titoli eloquenti: “Fermata di mare”, “Onde”, “Riviera romagnola”, “Bikini”. Come al solito gli Ex Presidenti divertono, cosa non sempre scontata, con il loro surf punk. Anzi se proprio volete sapere come riescono a essere così coinvolgenti andate a leggere quali sono gli ingredienti della loro musica nella pagina “genere” sul loro sito ufficiale. Un paio di featuring: Cecco Signa e Kontrasto, danno ancora più smalto ai rispettivi brani. Non manca neppure la cover: “Tintarella di luna”. Da guardare online anche il videoclip di “Riviera romagnola”. Insomma cosa si può chiedere di più ai tre Ex Presidenti? Venite a suonare a casa mia quando mi sento infreddolito, magari vi portate anche i vostri surf così posso fantasticare di cavalcare le onde dell’oceano. Dai vi aspetto.
(Autoprodotto) CD
FAKIR THONGS: Fakir Thongs
Ai tre Fakir Thongs non manca certo la voglia di suonare, considerando che tutti hanno militato o militano in altre band. Con questi presupposti quale può essere la “mission” dei Fakir Thongs? Beh la loro missione è quella di calarsi in toto nello stoner rock anni 90 e nello space rock anni 70, per poi condire il tutto con ingredienti di oggi. Attivi dal 2012 non si sono mai tirati indietro dai concerti, se c’è un palco loro ci salgono sopra e cominciano a pestare sui loro strumenti. Dai live allo studio di registrazione il passo è stato breve. Prodotto da Omid Jazi (già nei Water In Face e sul palco con i Verdena), l’ep consta di quattro tracce di puro furore cosmico. Continuano, come prassi consolidata del cantante, i giochetti di parole (“Hypno Ties”) e anche il nome scelto dalla band: I tanga del fachiro, non è da meno. Se vi piace sentirvi colpiti da bordate di energico rock ma amate anche le soluzioni musicali più “spaziali” e lisergiche i Fakir Thongs fanno decisamente per voi. Abili musicisti alle prese con il magma dello stoner rock. Vi sembra poco?
(Autoprodotto) CD EP
FRANZ CAMPI : Che soggetto quel Fred!
Franz Campi da Bologna è un artista che di cose ne ha fatte. Fatte tante. Ha scritto diversi brani tra cui uno che Morandi ha fatto diventare un successo (“Banane e lampone”), ha partecipato al Sanremo Giovani (ed è finito tra i vincitori) e una sua canzone è ospite del Museo della Pace di Samarcanda in Uzbekistan. Franz ha pubblicato, ovviamente, diversi album a suo nome. Oggi dopo tre anni di repliche di uno spettacolo dedicato a Fred Buscaglione, viene distribuito un cofanetto (CD+DVD) nel quale Franz si cimenta con i classici di Buscaglione accompagnato dalla Billy Carr Band. Il risultato è dei migliori, Campi riesce ad indossare gli abiti di Fred senza risultare una macchietta da cabaret. Nel dvd un documentario di 40 minuti sulla vita di Buscaglione con numerose interviste da Andrea Mingardi a Freak Antoni, passando per Letizia Buscaglione, o Paolo Limiti. Un ricordo di un grande artista che ancora nel 2013 riesce ad affascinare. Bravo Franz Campi, era facile cadere nel patetico.
(D Cult) CD+DVD
FREERAGGIO: Sky Hi-Fi
Da Pieve di Cento alla conquista dello spazio. I Freeraggio nascono alla fine degli anni 90 dall’idea di Andrea e Tiziano. Quest’ultimo dopo un grave incidente stradale non è in grado di continuare a suonare la batteria. Il progetto si ferma. Nel 2009 la voglia di ricominciare è forte. I Freeraggio tornano a coagularsi attorno ai due musicisti. È ora di registrare il primo album. Sono chiamati sulla navicella spaziale “amici e parenti” e il viaggio può iniziare. Il disco è una specie di concept album con le prime due canzoni ancorate alla Terra, poi la navicella prende il volo e la band comincia a vedere il nostro mondo dal cielo. Soffi elettronici fanno da sfondo alle voci che si alternano al canto, tra italiano ed inglese. I Freeraggio sembrano quasi una versione moderna dei Rockets. Le influenze sono molteplici, alla fine si rimane piacevolmente coinvolti. In questo disco ci sono così tante idee che i Freeraggio potevano vivere di rendita per i prossimi cinque album. Hanno invece scelto di infilarle tutte in “Sky Hi-Fi”. Hanno sbagliato o no? A voi la risposta.
(Autoprodotto) CD
GAMMISTAX: Gammistax
Il punk che ha invaso il mondo negli anni 90 si può vedere come il male assoluto, o il bene assoluto. Dipende dai punti di vista. Per i Gammistax ha sicuramente significato appropriarsi di un suono e forse anche di una attitudine. Da Modena e giovanissimi, i quattro Gammistax (a proposito un componente che figura nell’ep è stato sostituito da un nuovo bassista) ce la mettono tutta per non sfigurare. L’accoppiata iniziale mette a fuoco un Green Day style coinvolgente, pop punk senza troppi fronzoli e tanta melodia, mentre meno convincente risulta il lento a chiusura. Di “Back to you” esiste anche un videoclip da cercare e vedere. I Gammistax hanno tutto il tempo per continuare a divertirsi e noi con loro. Punk rock melodico di scuola californiana perché è risaputo che a Modena è come vivere a Los Angeles anche in gennaio. Una ultima curiosità:”Come riuscite ad avere quei ciuffi di capelli che sfidano l’attrazione gravitazionale, visti nel videoclip?”. Vorrei proprio saperlo.
(Autoprodotto) CD EP
GIACOMO CANTELLI: Conseguenze
Torna dopo quasi quattro anni da “Lividi e Dintorni” Giacomo Cantelli, con questo nuovo album: nove brani nello stile a cui il cantautore modenese ha abituato il proprio pubblico, con una produzione – curata in parte da Luca Pernici, già collaboratore di Ligabue, Rio e molti altri – che quando abbraccia in pieno la potenza compositiva di Cantelli gli dà una marcia in più, con sfumature dark e wave che riportano nelle orecchie le atmosfere dei Diaframma o del Morgan solista (“Radio Sarajevo”, “Etoile”), così come le sonorità più (o meno) moderne di U2 o Editors (“Portami via”, “Ultimanotte”). Arrangiamenti semplici ma efficaci, come devono esserlo nel rock, e che nei brani ritmicamente meno serrati si ampliano tradendo la natura di pianista del proprio autore. Un disco con cui Giacomo tenta il grande salto presentandosi senza filtri ad un pubblico più ampio di quello della propria città, “debuttando” anche se non più ragazzino, dopo tanta gavetta ed esperienze live, non per inseguire il successo ma semplicemente per il bisogno di far ascoltare la propria voce.
(Autoprodotto) CD
GRAND GUIGNOL DIABOLIQUE: Di tutte quelle morti
Tra il 2004 e il 2005, dalle ceneri dei Beat Babol (da Bologna), sono nati i Grand Guignol Diabolique. “Di tutte quelle morti” è la terza uscita discografica della band, che arriva dopo due album. Un ep con quattro brani (più bonus track) cantati in italiano che strizzano l’occhio ad un rock pop drammatico, non potrebbe essere altrimenti considerando l’immagine di copertina. I Grand Guignol Diabolique giocano a rincorrere un pessimismo cosmico per poi ritrovarsi tra le mani un sano ottimismo che permette loro di scrivere brani come “Il veleno più o meno” o “Harakiri e deliri”. Incisiva la chitarra suonata da Andrea Lazzarini. Infine si arriva alla bonus track, “Squallido inferno di tristezza”, un manifesto programmatico del Grand Guignol Diabolique pensiero. Pop rock imparentato con la new wave che giocherella con le parole e le note. Pop rock imparentato con l’elettronica che giocherella con i sentimenti. Pop rock imparentato con l’horror che giocherella con le grandi verità della vita.
(Pedale Baroque Records) CD EP
Le scelte dei valutatori: Marco Bertoni
Marco Bertoni
“Nel corso di questa bella avventura che è SONDA ho avuto il piacere di incontrare e di poter “valutare” parecchi artisti, bands, progetti. Come produttore musicale ho avuto anche la sorte di produrre due compilations con alcuni degli artisti che hanno seguito l’iter di SONDA, che hanno cioè provato a seguire le indicazioni dei valutatori e hanno percorso un tratto di strada insieme a SONDA, crescendo e tentando di evolversi per provare a comunicare il loro prodotto. SONDA è un progetto nato con l’intento di aiutare a sviluppare l’aspetto artistico ed espressivo dei giovani artisti in un momento prima del mercato; mi piace qui scrivere di alcuni soggetti che questo passo l’hanno compiuto un poco più lungo e che stanno tentando di proporsi proprio a quel mercato (per lo più indipendente) che è l’inizio vero e proprio di una qualsiasi avventura. Premessa: parlare oggi di mercato equivale a fotografare un momento dove all’artista è richiesta una forte dose di autarchia e relative abilità a darsi da fare per procurarsi produttore, ufficio stampa, concerti, e iniziare un percorso che, se funziona, può incontrare durante la crescita partners come editori, discografici e agenzie di booking… Che arrivano quando le cose già girano e che le faranno girare ancora di più.”
MILA SERVE AI TAVOLI
Dopo alcuni incontri al Centro Musica e la produzione one shot in un giorno solo di studio per la prima compilation di SONDA, la band mi chiede di collaborare per produrre nuovi brani. è forte la sensazione che serve un aiuto per tentare di realizzare quanto è emerso durante gli incontri a SONDA.
Analizziamo insieme il progetto, evidenziando i punti forti e i punti da cambiare. Iniziamo un duro e lungo lavoro in sala prove. I ragazzi suonano, io prendo appunti e facciamo tanti tentativi di cambiamento di strutture e di soluzioni musicali diverse da quelle solitamente svolte dalla band. Piano piano crescono dei pezzi nuovi, dal vivo la band sente che i pezzi nuovi hanno più potenziale comunicativo di quelli vecchi. Si entra in studio, si registra… Molto bene. Adesso il gruppo ha acquisito un’altra prospettiva sia di scrittura musicale sia di immagine; l’aspetto che rimane da elaborare e su cui lavorare per crescere ancora sono i testi: cosa cantare in italiano se sei una band con una potente frontwoman? I loro brani cominciano ad essere presi in considerazione dagli “addetti ai lavori”.
Voce potente dell’Emilia con il coraggio della melodia della canzone italiana.
DELIO TROPEANO
Delio mi ha contattato dopo gli incontri con i valutatori che ogni anno si tengono al Centro Musica di Modena perché aveva necessità di realizzare una demo. Mi ha da subito colpito la sua voce e la sua scrittura musicale. Quando Delio ha deciso di autoprodursi un album, mi ha chiesto di collaborare. Ha uno stile moderno che non tralascia l’importanza del contenuto dei testi, politicamente e socialmente impegnati. Il suo stile e la sua giovane età lo rendono partecipe di una scena che non è gestita dalle etichette indipendenti, ma che dovrà trovare il suo naturale sbocco presso le major. Per questo motivo è dura mettere fuori la testa, nonostante i notevoli apprezzamenti sul lavoro. Delio con alcuni amici ha prodotto un video che è stato un piccolo caso su YouTube. Anche lui è sulla ripida strada dell’autarchia, dove se non ti muovi nessuno si muove, ma è sorretto da una classe e da un talento sicuri. In questo caso il lavoro suo era già chiaro e “maturo”, si è trattato solo di rendere con la produzione quello che l’artista aveva già in testa.
MIRCO MAZZACANI
Mirco è un cantautore con grosse potenzialità comunicative. Abbiamo lavorato veramente molto per scolpire e selezionare dal suo vasto repertorio una possibile immagine di artista e di musicista coerente con un mondo da raccontare. Abbiamo scoperto che Mirco è il figliolo di Gaber e di Jannacci, e che nelle foto viene bene con il cappello. Ho prodotto e arrangiato e registrato alcune sue canzoni e grazie a un ufficio stampa c’è già stata una certa esposizione radiofonica… Ma anche Mirco è un prodotto popolare, pertanto le sue strade sono la televisione o una etichetta major, e per questo è difficile partire e salire subito: ci vuole costanza, impegno, fede e continuare a scrivere canzoni belle. Mirco ha delle nuove belle canzoni. Tante storie, (citando solo di passaggio altre collaborazioni come quelle con il Collettivo Ginsberg o The Villains), tanti percorsi che vedono, come sempre, lo sforzo e la passione dei musicisti che lavorano e ridono e soffrono e discutono.
SONDA ha attraversato i loro sentieri dando un bell’apporto.
Marco Bertoni Nato a Bologna nel 1961, inizia a 16 anni a suonare fondando il Confusional Quartet, gruppo storico della “new wave italiana”. Dopo quell'esperienza inizia a lavorare a progetti di musica contemporanea (unosu tutti il lavoro di ricerca sulla voce umana, che coinvolge le voci di Carmelo Bene, Kathy Berberian e Demetrio Stratos) e di musica leggera (con Lucio Dalla, Gianni Morandi, Angela Baraldi, Bracco di Graci, Gianna Nannini). Produce poi Motel Connection, Maccaroni Circus, il primo lavoro di Bob Rifo, collabora con diversi top dj e cura remix per artisti come Morgan, Jovanotti, The Simple Minds, Raiz, Subsonica. Ha collaborato, infine, come arrangiatore per lo Zecchino d’Oro e ha scritto colonne sonore per il cinema, la tv e la radio. Oltre all’attività con il Confusional Quartet, continua oggi il lavoro di produttore musicale nel suo studio.
Le scelte dei valutatori: Daniele Rumori
Daniele Rumori
COLLETTIVO GINSBERG
Sicuramente il gruppo che mi ha colpito di più. Prima di tutto perché si capisce che questi ragazzi hanno degli ascolti molto raffinati, che vanno da Nick Cave a Luigi Tenco. Ascolti che certamente sono presenti nella loro musica, ma che sono riusciti a rielaborare in modo del tutto personale ed originale. Per Sonda ho ascoltato (e riascoltato) due brani davvero straordinari: “To The Womb” e “Yama”. Canzoni perfette, da band già matura e pronta a lanciarsi verso scenari più importanti. Ora li sto seguendo da lontano, con il loro “De La Crudel Ep” hanno dimostrato di saperci fare anche con la lingua italiana e di trovarsi a proprio agio sia quando provano a sperimentare che quando si misurano con forme canzoni più classiche tipo ballate. Tanta tanta qualità, un gruppo da seguire e supportare in tutti i modi.
ALTRE DI B
Da quando ho ascoltato per la prima volta un loro brano, grazie a Sonda, sono diventato un loro fan. Finalmente un gruppo giovane di Bologna che non si ispira ai gruppi che dovrebbero ascoltare i loro genitori, ma a bands contemporanee. Certo, inizialmente il loro limite era proprio l’originalità, l’amore per gruppi come The Libertines o Arctic Monkeys era fin troppo evidente. Ma negli anni passati dalla prima volta che li ho ascoltati sono cresciuti moltissimo, hanno realizzato due album, hanno suonato molto dal vivo e sono diventati una band vera. Sono i portabandiera della nuova scena indie bolognese, una responsabilità non da poco… Ma sono sicuro che saranno all’altezza!
THE VILLAINS
Una ottima band, con una cantante bravissima e con una padronanza dell’inglese che in pochi hanno in Italia. Quando li ho ascoltati mi ha colpito prima di tutto la capacità di costruire i propri brani con molta abilità, senza mai annoiare.
Ho pensato però che fossero un po’ troppo timidi, con un po’ più di consapevolezza dei propri mezzi e la capacità di superare i riferimenti un po’ troppo presenti (anche qui la nuova scena indie, The Strokes, Libertines e Arctic Monkeys su tutti) sarebbero stati pronti a spiccare il volo.
Recentemente sono stati in studio con un produttore molto molto bravo, il collega Marco Bertoni di Sonda, che è riuscito a tirare fuori il meglio della band.
Se continueranno con la stessa tenacia e sapranno mantenere la stessa verve compositiva, sono sicuro che faranno parlare molto di loro…
Daniele Rumori Nato ad Ancona il 25 ottobre 1977, Daniele Rumori si occupa di musica indipendente da circa 15 anni. Vive a Bologna dal 1995, città dove ha fondato Homesleep Music (proclamata dalla stampa italiana migliore etichetta discografica indipendente del nostro Paese), di cui è stato direttore artistico fino al 2009 e per la quale hanno inciso gruppi come Giardini Di Mirò, Yuppie Flu, Julie's Haircut, Fuck, Cut e Midwest. Da circa 10 anni è uno dei gestori, nonché responsabile della programmazione, del Covo Club di Bologna.
Le scelte dei valutatori: Roberto Trinci
Roberto Trinci
SPACCA IL SILENZIO
Nei due brani di questa band si percepisce un mondo cantautorale di grande sensibilità sia dal punto di vista dei testi (personali e non scontati) che nella parte musicale. Ho trovato particolarmente riuscito un brano come “Da questo muro”. Il problema potrebbe nascere pensando ad un possibile inserimento di un repertorio di questo tipo nell’attuale mercato musicale. Probabilmente le strade sono due:
1) continuare nell’attività live fino a crearsi un seguito tale da interessare almeno le etichette indipendenti;
2) trovare un brano più radiofonico che possa aprire le strade verso i network e verso le multinazionali. In questi pezzi c’è molta qualità ma forse manca un brano che sia di immediata presa e che permetta di saltare la lunga gavetta di un percorso “live”. Un progetto comunque interessante che merita di essere portato avanti.
GIACOMO CANTELLI
Un progetto interessante questo del giovane cantautore emiliano. Due brani come “Tenebre e Crocifissi Piegati dal Vento” sono due tra le cose migliori ascoltate in vari anni di SONDA. Sia gli arrangiamenti che lo sviluppo dei testi mi sembrano riusciti e con una loro originalità restando però in un ambito con possibilità anche commerciali. è una forma di cantautorato moderno, ancora un po’ da “raffinare” ma certamente superiore alla media dei demo che girano. Un problema potrebbe essere la sovrappopolazione di cantautori emergenti in questo momento, per cui il progetto potrebbe trovare qualche difficoltà a farsi notare.
In casi come questo il continuare a scrivere e confrontarsi con un pubblico reale (anche se magari solo locale) sono indispensabili alla crescita, ma senza dubbio vale la pena provarci.
MANGIARICOTTA
E’ evidente, fin dal primo ascolto dei brani, che si tratta di un progetto molto particolare ma anche piuttosto interessante. Sia a livello di testi sia per le atmosfere musicali mi sembra che la proposta non si limiti ad essere distruttiva (come sembra in prima battuta) ma riesce, invece, a costruire qualcosa di personale e di riuscito.
Mi sembra che un progetto di questo tipo potrebbe trovare il suo spazio anche nell’affollato mondo indipendente attuale. è chiaro che non è dal mainstream che un lavoro come questo potrà partire (networks radiofonici e majors sono lontane) ma oggi si può partire anche dal basso, se la proposta è originale, e se chi la porta avanti ci crede veramente (come artisti del calibro dei Tre Allegri Ragazzi Morti o Luci della Centrale Elettrica hanno dimostrato). Importante sarebbe, pur mantenendo l’originalità dell’approccio, focalizzarsi un po’ di più anche sulla forma canzone (magari riveduta e corretta).
Roberto Trinci Laureatosi nel 1991 con il massimo dei voti ed una tesi sull’utilizzo delle perversioni sessuali nel marketing discografico, consegue un Master in Business Comunication presso Cà Foscari e dal '94 inizia a lavorare come band manager per Elio e leStorie Tese e label manager di Casi Umani, Psycho Records, Casasonica. Head of A&Rin BMG Music Publishing dal 1997, nel 2005 diventa Direttore Artistico di EMI Publishing Italia, oggi Sony/emi Publishing. Ha firmato e scoperto, tra gli altri: TARM, Subsonica, Baustelle, Dente, Zen Circus, Il Pan del Diavolo, Perturbazione.


