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Le Parole dei Valutatori: Luca Fantacone
Fino a qualche tempo fa, in Sony Music, ti occupavi di digital marketing, ora di repertorio internazionale. Come mai hai scelto questo percorso professionale?
“Il digital marketing è stata una fase di sviluppo personale e professionale alla quale sono andato incontro perché le modalità di consumo della musica stavano cambiando così profondamente che non prepararsi ad essi avrebbe significato rinunciare a fare questo lavoro, o peggio chiudere gli occhi e non godere di una rivoluzione più unica che rara. Ed ha cambiato radicalmente il mio modo di lavorare: gli ho dedicato a tempo pieno 4 anni, dopo di che sono tornato ad occuparmi di ambito internazionale con una mentalità di lavoro nuova e con competenze che prima non avevo. A dire il vero, già quando lavoravo nella indie NuN sperimentavamo strumenti digitali che servivano a testare la produzione e la comunicazione di contenuti digitali a supporto del lancio dei CD tradizionali. Poi con l’avvento dei social tutto è cambiato nuovamente, ma ero già abbastanza pronto, e soprattutto curioso. La curiosità è la chiave di tutto secondo me”.
Una provocazione: al giorno d’oggi, per un musicista, vale di più concentrarsi sullo studio di uno strumento musicale oppure farsi un bel corso di Social Media Marketing?
“Buona questa! Beh, io mi concentrerei innanzitutto sullo strumento, ma senza ammazzarsi di tecnica fine a se stessa: la tecnica deve servire ad esprimere bene quello che hai dentro, conta più l’espressione che si è in grado di dare ad una nota che la velocità d’esecuzione. Poi studierei anche i Social, anche in modo artigianale, più che altro per capire come si muove il mondo contemporaneo della comunicazione, nel bene e nel male. Tanto è innegabile che molta parte delle nostre attività di tutti i giorni passino per l’uso dei social, indipendentemente da quello che si fa di professione o da che persone si è. Prenderne coscienza e impararne un po’ serve sia per sapere come usarli (e sfruttarli), sia per prenderne le distanze. Ma rapportarsi ad essi è quasi obbligatorio”.
Visto che hai citato NuN, ti chiedo: perché al giorno d’oggi il mondo “indie” e quello “major” sembrano due compartimenti stagni, che non comunicano tra di loro?
“In realtà secondo me non è mai cessato l’asse indie-major, l’unica differenza forse è che le dinamiche sono un po’ più “brusche”: essendo i cicli di vita e di lavoro molto più compressi che in passato, se prima major e indie dialogavano con più pazienza nello sviluppare anche insieme gli artisti, ora tutto è più rapido e improvviso, a volte un po’ più “cinico” da entrambe le parti. Ma poi, come sempre, sono le persone che fanno la differenza”.
Domanda da un milione di dollari: cosa significa oggi fare il discografico in una major?
“Per me il significato primario è “fare il discografico”, indipendentemente dal fatto di farlo in una indie o in una major. Certamente il contesto e le dinamiche lavorative sono molto differenti sotto alcuni aspetti, ma le “regole” di base del mestiere sono le stesse: cercare un talento e lavorare insieme agli artisti, ai media, al pubblico per riuscire a comunicare questo potenziale ed attuarlo più possibile. Di sicuro comunque lavorare in una major nel 2014 è molto differente rispetto al 1991, quando iniziai: meno persone, più lavoro, più pressione, meno risultati tradizionalmente apprezzabili. Ma anche molte più sfide, nuovi ruoli, nuovi obiettivi, nuovi modi per lavorare su progetti musicali, nuove cose da inventare o visioni da avere. I cambiamenti degli ultimi 15 anni circa non sono ovviamente una prerogativa delle major, ma in esse si sono manifestati con molta più urgenza, ed hanno necessariamente innescato profondi cambiamenti strutturali che in altri contesti più piccoli sono stati più rapidi ed accolti con minore resistenza. Ma questo è un aspetto legato ovviamente anche alla grandezza e alla lentezza di tutte le strutture complesse”.
Parlando di cambiamenti, che cosa è successo al mercato discografico in questi 15 anni?
“Questo è un tema troppo ampio per pretendere di risolverlo in una battuta. Potrei semplicemente dire che è cambiato il tessuto socio/culturale da cui la musica attinge e a cui si rivolge, è cambiato il modo di rapportarsi alla musica, è cambiato il modo di consumarla, ma non è diminuita la sua presenza nella vita della gente, anzi è aumentata. Il mercato è completamente diverso rispetto a 20 anni fa, e lo deve essere anche l’industria. Lo è la gente, lo è drasticamente la tecnologia. In futuro il consumo di musica sarà sempre più ampio e sempre più differenziato, a tratti imprevedibile. Quello che si richiede ad artisti e industria è di essere pronti, lungimiranti, spavaldi, rapidi, visionari”.
Quindi in questo scenario di musica “liquida” ha ancora senso pubblicare un disco? Oppure in futuro ci troveremo in un mondo di sole canzoni?
“Ha senso nella misura in cui lo si considera come solo uno dei centri di interesse della gente, e non come l’unico. Pretendere che tutti si concentrino ancora sul disco come elemento in cui l’interesse del pubblico si autoalimenta, non ha senso. Accettare che ci siano porzioni di pubblico attratte solo da una canzone, che magari si ascolta solamente e non si possiede è indispensabile”.
Per concludere, un consiglio ad un musicista che vuole arrivare a pubblicare una major?
“Scrivere tanto, quello che si sente di scrivere. E tenere sempre presente il contesto in cui si trova – l’Italia ha caratteristiche decisamente particolari e anche difficili per la musica – ma non troppo, altrimenti si rischia di perdere di vista il proprio obiettivo. Infine: non fare il discografico, non pensare a qual è il singolo, alla strategia, ma alla musica e a quello che si vuole dire. Per il resto poi c’è tempo”.
49 anni, laureato in Scienze Politiche, dopo un primo impiego come marketing assistant in Unilever, e un breve soggiorno a Londra, nel 1991 entra in Warner Music come product manager e poi come promotion manager. Dopo 4 anni passa in PolyGram, dove gestisce l’etichetta Black Out in qualità di direttore artistico. Segue una rapida esperienza in Sony Music e un’esperienza indie con la NuN Entertainment, al cui termine lavora due anni come free lance. Nel 2006 rientra in Sony Music, prima come digital marketing manager poi come direttore marketing del repertorio internazionale.
Festa della Musica 2015
Tre palchi con gli artisti di Sonda all’interno della Festa della Musica 2015 a Modena:
– Piazza Mazzini, ore 18.30
Echoes, Groove Connections, Jet Leg, Phono Emergency Tool
– Piazza San Giorgio, ore 18.30
Matteo Cincopan, Last, May Gray, Sapone Intimo, Travel
– Via Gallucci, ore 18.30
Cadori, Michele Guerra, La Foto di Zeno, Tizio
Programma completo della Festa della Musica 2015 a Modena
Le band di Sonda alla Notte Bianca modenese
Numerose iniziative animeranno le vie del centro storico modenese nella Notte Europea dei Musei.
Dalle 20 alle 24 musica dal vivo su due palchi allestiti in Via Gallucci e via Scarpa; si esibiranno quattro band selezionate in collaborazione con il Progetto Sonda: Blanc Noise, CarpiRe’Mo, Kairoi, Travel.
In chiusura Osc2x.
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On March apre il concerto di Cristina Donà all’Off
On March è il progetto solista di Davide Pelliciari, un giovane musicista modenese.
Grazie a Sonda On March ha aperto sabato 18 aprile il concerto di Cristina Donà all’Off di Modena e, a quanto pare, è stata proprio una bella serata!
Ieri è stata una serata magica.Eravate quasi 200 persone e io non avevo mai suonato davanti a un numero così grande.Ed…
Posted by On March on Domenica 19 aprile 2015
The Ashman: Engine of the World
The Ashman sono orgogliosi di presentare il videoclip del nuovo brano inedito “Engine of the World”.
E’ un’anticipazione del nuovo album, al quale stanno lavorando intensamente.
Il video è diretto da Emanuele D’Antonio.
Rock is Woman 2015 – Festa della Donna il 7 marzo all’Off
In occasione della Festa della Donna, sabato 7 marzo alle 22.30 saliranno sul palco dell’Off due band di Sonda: Alice Sacchi e Elena and the Seekers.
A seguire dj set con Lara Mammi e Marco Pipitone.
Ingresso gratuito.
Off
Via Morandi 71 – Modena
Incontri con i valutatori 2015
Il Centro Musica ripropone quest’anno gli incontri con i valutatori del progetto Sonda. La nostra intenzione è quella di portare a conoscenza degli iscritti di Sonda, e più in generale dei musicisti interessati, le varie figure professionali della filiera musicale. I valutatori di Sonda coprono i diversi aspetti del mercato musicale e possono fugare ogni dubbio o perplessità nel loro specifico campo professionale.
Gli incontri, rivolti principalmente e musicisti e gruppi musicali, sono aperti a tutti.
Si svolgeranno di pomeriggio e ruoteranno principalmente attorno agli ascolti dei brani; tutti potranno far sentire un proprio brano e avere una sorta di ‘report’ in diretta dai valutatori.
• sabato 28 febbraio 2015, dalle 14 alle 18
Incontro con Marco Bertoni (Produttore, musicista); Giampiero Bigazzi (Discografico Materiali Sonori, musicista); Luca Fantacone (direttore marketing Sony Music).
• sabato 28 marzo 2015, dalle 14 alle 18
Incontro con Marcello Balestra (Produttore-editore musicale); Carlo Bertotti (Produttore, autore); Daniele Rumori (Direttore artistico Covo Club); Roberto Trinci (Head of A&R Sony/EMI Publishing).
Gli incontri si terranno presso il Centro Musica (Via Due Canali Sud 3 – Modena) dalle 14 alle 18.
Ingresso gratuito.
Sonda Live: le aperture nei locali partner 2014/2015
Sonda ha già confermato diversi artisti in apertura ai concerti in questa terza stagione di collaborazione con live club e festival dell’Emilia Romagna:
ZONA ROVERI
– 16 ottobre: MONOLITH in apertura a The Ghost Inside
LOCOMOTIV CLUB
– 23 novembre: LA FOTO DI ZENO in apertura a Califone
OFF
– 7 novembre: FREDDIE B in apertura a Ghemon
– 19 dicembre: CABRERA in apertura a Fast Animals and Slow Kids
– 30 gennaio: THE CHICKEN QUEENS in apertura a Il Pan Del diavolo
– 21 febbraio: AN HARBOR in apertura a Paolo Benvegnù
– 3 aprile: FAKIR THONGS in apertura a The Bastard Sons of Dioniso
– 18 aprile: ON MARCH in apertura a Cristina Donà
DIAGONAL LOFT CLUB
– 4 marzo: KAIROI in apertura a Helmut
COVO CLUB
– 18 aprile: THE TALKING BUGS in apertura a The Once
Tizio Bononcini: Il mio collega economista
Tizio Bononcini pubblica il suo primo video ufficiale.
Scritto a partire dal soggetto della canzone Il mio collega economista di Tizio Bononcini, il video, prodotto da Rat Musqué in azione, è stato pensato come un vero e proprio cortometraggio.
Il mio collega economista è una sintesi grottesca degli stereotipi sugli impiegati e in genere sulle situazioni che si creano quando si condivide uno spazio di lavoro. Tizio, cantautore catapultato in questa realtà a lui poco affine – ma neanche tanto –, racconta con ironia e stupore le pose, le debolezze e le manie di questo collega invadente e arrogante, attorno a cui ruotano le vite professionali degli altri colleghi.
Nel 2014, il brano è stato selezionato per la compilation “La Musica Libera. Libera la Musica” a cura di Magazzini Sonori e Regione Emilia Romagna.
i127ROSSO: Futuro Sicuro
Ivano Marzocchi, con la sua band i127ROSSO, dopo aver firmato il contratto con CNI – Compagnia Nuove Indye ha pubblicato il nuovo video del brano Futuro Sicuro, per la regia di Giuseppe Ferreri.
Per ulteriori informazioni:
https://www.facebook.com/Ivano127Rosso
http://studiosoundlab.com/
https://www.facebook.com/studiosoundlabo
https://it-it.facebook.com/CompagniaNuoveIndye
www.cnimusic.it