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SondaMusicaResidente: Autobiografie Strumentali – Cinque Maschere

Realizzata in collaborazione con Associazione Lemniscata, questa residenza artistica ha permesso a 5 giovani artisti dell’Emilia-Romagna, interessati sia alla musica di ricerca che a quella colta contemporanea, di partecipare alla realizzazione di una produzione musicale incentrata sulla musica di Alessandro Bosetti. Nel corso della residenza, i musicisti hanno lavorato a stretto contatto con l’artista, assieme al curatore Riccardo La Foresta e al sassofonista Dan Kinzelman, coinvolto in qualità di collaboratore artistico.

Partendo da una serie di interviste con ciascuno dei musicisti, Bosetti ha creato una partitura che ne ricombina gli itinerari biografici ed allo stesso tempo ne confonde la doppia identità di narratori e strumentisti. Frammenti di vita vissuta si staccano dalle trame principali di ogni storia che li ha generati per ricombinarsi tra loro dando vita ad un iper-personaggio autonomo e ben al di la della somma degli individui che lo compongono. Composto da musicisti di estrazione stilistica differente, l’ensemble è stato formato da due voci (Alessandro Bosetti e il soprano Giulia Zaniboni), due chitarristi (Glauco Salvo e Luca Perciballi) e due batterie (Andrea Grillini e Simone Sferruzza).

La composizione è stata registrata e presentata in forma di concerto al termine della residenza, domenica 22 settembre 2019 presso La Torre.

SondaMusicaResidente: Soundtracks 2019

Giunto alla settima edizione, Soundtracks – Musica da film è un progetto di residenza artistica incentrato sulle sonorizzazioni e gli esperimenti tra cinema muto e musica contemporanea, che si rivolge a tutte le realtà musicali interessate all’integrazione tra linguaggi musicali e cinematografici. Promosso da Associazione Culturale MUSE in collaborazione con Centro Musica del Comune di Modena, e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, è curato da Corrado Nuccini dei Giardini di Mirò. Nell’edizione 2019 sono stati selezionati 5 giovani artisti emiliano-romagnoli, che in 6 giornate di residenza artistica presso La Torre hanno avuto modo di approfondire anche argomenti quali le registrazioni d’ambiente e il field recording, le contaminazioni fra rock, musica elettronica, musica jazz e avanguardie, l’improvvisazione sulle immagini, l’uso di effetti e strumenti autocostruiti, l’uso di strumenti non convenzionali. Fra i docenti dei workshop Soundtracks ha ospitato Stefano Boni (Museo del Cinema di Torino), Massimo Carozzi (Accademia Belle Arti di Bologna, Zimmerfrei), Xabier Iriondo (musicista, Afterhours), Jacopo Incani (Iosonouncane) e i Julie’s Haircut. Durante il periodo di residenza, gli artisti selezionati hanno lavorato sulla produzione di sonorizzazioni originali, finalizzate a due performance pubbliche: il 21 Giugno 2019 al SuperCinema Estivo di Modena, nel contesto della Festa Europea della Musica, con lo spettacolo “Cinema Misterioso” – un viaggio attraverso cinque capolavori del cinema muto e delle avanguardie, cinque pellicole accomunate dal tema del mistero, della magia, dell’illusionismo e dell’occulto – a cui i partecipanti hanno lavorato a stretto contatto con il chitarrista Stefano Pilia (Afterhours, Massimo Volume, Rokia Traoré). Seconda performance pubblica è stata poi quella del 14 Settembre 2019 presso il Chiostro di Palazzo Santa Margherita a Modena, all’interno del programma di Festivalfilosofia, con la sonorizzazione de “Lo Sconosciuto” (Tod Browning, 1927) che i musicisti hanno prodotto e suonato dal vivo assieme a Cabeki, progetto strumentale del veronese Andrea Faccioli, già chitarrista di Baustelle, Le Luci della Centrale Elettrica, Cisco. Gli artisti selezionati per l’edizione 2019 di Soundtracks – Musica da Film sono stati Amigdala, Hyperflower, Kidslovesaurs, Party Animal, Enrico Pasini.

SondaMusicaResidente: For the Love Of Ornette

Residenza artistica incentrata sulla musica afro-americana/jazz e colta contemporanea, promossa da Centro Musica Modena in collaborazione con Istituto Superiore di Studi Musicali “Vecchi – Tonelli” di Modena e Carpi, ha permesso a 12 musicisti under 35 di lavorare alla realizzazione di una composizione ispirata alla produzione del musicista e compositore americano Ornette Coleman. Gli artisti selezionati, divisi in due ensemble musicali (un Jazz Group e un Ensemble da camera) nei 5 giorni di residenza artistica presso La Torre sono stati supervisionati da Marco Visconti-Prasca (compositore, direttore e saxofonista) e hanno avuto modo di collaborare con Jamaaladeen Tacuma, artista, produttore, performer, arrangiatore, innovatore e bassista elettrico, storico collaboratore proprio di Ornette Coleman e membro della sua formazione elettrica Prime Time.

Al termine della residenza, la composizione è stata presentata in due concerti: sabato 18 Maggio 2019 all’Auditorium Marco Biagi di Modena, all’interno della rassegna L’Altro Suono del Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena; domenica 19 Maggio 2019 all’Auditorium San Rocco di Carpi.

Sonda Club 2019

Sonda Club torna anche nel 2019 con una accoppiata di singoli in vinile a tiratura limitata (300 copie) dal colore bianco e verde. La formula rimane invariata. Un artista affermato della regione Emilia-Romagna, presente sul lato A, sostiene un giovane musicista con un brano inciso sul lato B.
La scelta del giovane artista, come sempre, è nelle mani di chi ha sposato la finalità di questo progetto, la star del lato A, che ha potuto ascoltare diversi iscritti al progetto Sonda e scegliere chi meritava di comparire insieme ad un suo brano.
I prescelti di quest’anno sono Moriel e Maru, rispettivamente con “Salvami” e “Dove dormi”. Due realtà di un sottobosco regionale sempre vivo e vegeto, che continua imperterrito a produrre nuova musica e nuovi talenti.
Due facce della stessa medaglia, quella di un pop elegante figlio degli anni ’10, che pesca sapientemente dal passato con uno sguardo rivolto al futuro. Storie calate nella realtà quotidiana, tra momenti di estasi e disperazione.
Moriel chiede di essere salvato da sé stesso mentre lancia un grido disperato con un cielo vuoto sulla testa ed una caduta sopra un foglio. “Se non resti qui, muoio poco a poco…” canta sul finale della canzone.
Maru, invece, ha dei cuscini per terra e ci avvisa che “le macchine vanno guidate da chi sa dove va”, per poi chiedersi: “Dove dormi senza di me?”. Il perfetto brano sbarazzino con una sottotrama di malinconia che ti avvolge e non ti molla più.
Però, non vi abbiamo ancora svelato i nomi dei “garanti” di Maru e Moriel.
Sono delle superstar della musica italiana: Alice e Lo Stato Sociale.
Alice con “Dimmi di sì” è sul lato A del singolo in vinile bianco, un colore perfetto per l’atmosfera elegante di un brano contenuto nell’album “Exit” dell’artista forlivese. Poi ripreso nel disco del 2000 “Personal jukebox”. Una canzone che mette in evidenza la voce di Alice, tra le più suadenti in circolazione dalla fine degli anni ‘70.
Lo Stato Sociale con “Sentimento estero” è sul lato A del singolo in vinile verde scuro, un colore che mette in risalto lo spirito giocoso che da sempre avvolge la band bolognese. Un gruppo che riesce a farci ballare raccontando storie da sberle in faccia. Il brano è contenuto nella colonna sonora del film di Luca Miniero, “Attenti al gorilla” e vede la luce in formato fisico per la prima volta proprio sul singolo di Sonda Club.

Alice e Moriel.
Lo Stato Sociale e Maru.
Due singoli.
Due colori.
Quattro storie.
Trecento copie.
Ah dimenticavamo… Sono gratuiti come i precedenti titoli della collana.
Spettacolo!!!

Cantautori su Marte

Cantautori su Marte è la rassegna promossa dal Centro Musica, all’interno del progetto Sonda, che ospita a La Tenda di Modena ogni anno, da cinque anni, alcuni degli artisti più influenti d’Italia. Il format è un incontro intimo con l’artista per fare il punto, parole e musica, sulla canzone d’autore; le interviste sono a cura di Francesco Locane, speaker radiofonico e giornalista.
Per questo numero di Musicplus.it faremo due chiacchiere con Corrado Nuccini (Giardini di Mirò) direttore artistico e curatore della rassegna.

Siamo ormai giunti alla quinta edizione di Cantautori su Marte, anticipata quest’anno da due incontri sold out con ospiti Vasco Brondi e Coma Cose. Partiamo dal principio: qual è stata l’origine della rassegna? Da che esigenza è nata?
La rassegna è nata in maniera molto spontanea. L’intuizione che ha portato a Cantautori è stata quella d’inseguire non tanto la mia scena personale, con cui mi sono formato, ma di puntare alla nuova generazione di cantautori.

Come sta cambiando secondo te il ruolo del cantautore in Italia?
Come dice De André “La musica per me continua a essere un tram per portare in giro le parole”. Il cantautorato, in ogni epoca e in ogni periodo storico, è un importantissimo tram che trasporta parole di cambiamento e trasformazione che devono essere profondamente legate al linguaggio e alla società nella quale si sviluppano. Non esiste mai un cantautorato che non sia di strettissimo riferimento alla società con cui parla. È da sempre stato così, da Bob Dylan in poi. Si è sempre parlato alla generazione più prossima. E così il nuovo cantautorato italiano racconterà l’Italia degli anni ‘20 e lo farà con il proprio linguaggio, con le proprie capacità, possibilità e prospettive. Sarebbe molto bello che Cantautori potesse continuare a documentare questo tipo di trasformazione.

Quanto reputi sia importante conoscere il lato umano di un artista e quanto è importante per un artista aprirsi al proprio pubblico?
Non credo che l’aspetto umano dell’artista sia fondamentale, credo sia fondamentale riuscire a capire i processi mentali, emotivi, sentimentali che portano un artista a trasformare un’emozione in una canzone e riuscire a farlo con un linguaggio contemporaneo, comprensibile, non retorico. Il confronto con il proprio pubblico è poi da sempre fondamentale, ma rientra nella dimensione che esula dal nostro compito. Noi a tal riguardo cerchiamo di avere un rapporto gentile e delicato, che possa portare artista e pubblico a un punto di vicinanza, senza alcuna forzatura.

Raccontaci uno degli episodi più curiosi della rassegna.
A Cantautori c’è sempre stato uno scambio molto corrisposto, grazie al lavoro di Francesco Locane, del Centro Musica e di tutto lo staff. Gli artisti si sentono un po’ a casa loro, quindi quella dimensione di stranezza, di eccentricità viene leggermente meno e al centro arriva la possibilità da parte del pubblico di ascoltare una meravigliosa storia di vita, d’arte creatività. Con al centro sempre le canzoni.

Per concludere: quale pensi possa essere, nel lungo termine, il ruolo di Cantautori su Marte nell’offerta culturale della città di Modena?
Di sicuro nel contingente Cantautori su Marte ha offerto delle possibilità, per gli artisti ma soprattutto per il pubblico, per confrontarsi e ragionare sulle trasformazioni del cantautorato, che è un linguaggio di emancipazione giovanile, per riuscire a raccontare il proprio mondo, in una maniera che non sia mai uguale alla generazione precedente. Riuscire a capire queste trasformazioni è un compito molto importante, fondamentale e noi in questi cinque anni, nei nostri limiti, ci abbiamo provato.

I live di Sonda visti da voi: Luca Maria Baldini

Luca Maria Baldini
Locomotiv, Bologna, 2 marzo 2019
(main guest Giardini di Mirò)
Trovarsi in un locale che conosci e suonare prima di un gruppo che stimi possono essere gli ingredienti per la riuscita di una ottima serata. “Conosco il Locomotiv da tempo, sia come spettatore sia come musicista. È un club che mi piace molto. La prima volta ci ho suonato con i Kisses From Mars per l’Indie Pride Festival nel 2012. Poi come bassista per l’ultimo tour di Simona Gretchen nel 2014 ed è stata una gran bella serata, ricordo che eravamo in apertura ai Diaframma. Inoltre conosco da tempo i Giardini di Mirò, sono un loro estimatore e con la band Kisses From Mars è uscito anche uno split singolo per il progetto Sonda Club, dove c’era un nostro brano e uno loro. Ho perfino partecipato a due edizioni del progetto Soundtracks curato da Corrado Nuccini”. Insomma una conoscenza che si può tramutare anche in una comunanza di intenti artistici: “Direi che il mio progetto è molto in linea con il loro. Faccio musica elettronica, ma ho un background anche post-rock. Sono lì le mie origini musicali, nonostante adesso stia prendendo una direzione diversa”. Se poi a tutto questo si associa un pubblico partecipe il gioco è fatto: “Il locale era già pieno e la gente ha ascoltato con attenzione e rispetto, alla fine ho ricevuto anche ottimi feedback sia di persona sia sui social. Quella del Locomotiv è una gran bella platea. Sono rimasto molto soddisfatto della serata”. Però non tutto è oro quello che luccica e il disastro è sempre dietro l’angolo: “Ho avuto un problema con il midi risolto 20 minuti prima dell’apertura del club che mi ha fatto sudare freddo. Tutta la mia strumentazione mandava il ritmo in levare rischiando di trasformare la performance in una versione dub/reggae (che forse non sarebbe stata male), ma poi si è risolto tutto magicamente, grazie anche al supporto di Luca Di Mira dei Giardini di Mirò”. Dopo lo spavento è giunto il fatidico momento di un consiglio: “Penso che sia davvero una iniziativa unica sul territorio. L’Emilia-Romagna è fortunata per il lavoro del Centro Musica, sotto molti aspetti. Se proprio dovessi dire qualcosa credo sarebbe bello cercare di dare ancora più continuità all’iniziativa, pensando a un mini tour di un emergente con una band headliner, anche se capisco che non sia facile da realizzare”. In chiusura la curiosità ci spinge a sapere dove Baldini colloca questo live nel suo personale cartellino: “Direi che lo posiziono tra i primi posti, per diversi motivi: tanto pubblico e di qualità, location, impianto e organizzazione di alto livello e in apertura ad una band importante. Molte delle condizioni ideali per esibirsi live”. Pronto!!! Pronto!!! C’è qualcuno? Qui stiamo festeggiando.

I live di Sonda visti da voi: Giack Bazz

Giack Bazz
Locomotiv, Bologna, 23 maggio 2019
(main guest The Messthetics)
Giack Bazz è un artista eclettico, pronto senza troppi indugi a salire su un palco ed elargire la sua musica agli astanti: “Conoscevo i Messthetics, ne avevo ascoltato l’album qualche mese prima che mi venisse proposto di fare l’apertura al loro live. Quella sera ero da solo ed ho suonato in acustico, ma il loro sound è in linea con il mio ultimo album, peccato che i miei colleghi non abbiano potuto partecipare”. Giack, infatti, non si scompone più di tanto e stilando la sua classifica mette il concerto al Locomotiv in una precisa posizione di merito: “Rock ALL Opera del 2017 regna sovrano, il peggiore probabilmente fu al Jam in pre-serata. Posti gli estremi, direi che siamo a 8 in una scala da 1 a 10. Conoscere e condividere il palco con artisti internazionali è di per sé un grande onore, farlo in una location così è sicuramente un valore aggiunto”. Se poi non ci sono consigli da dare per migliorare questo aspetto del progetto Sonda (“Sono contentissimo che esista e non saprei cosa cambiare sinceramente”), si può passare agli apprezzamenti ricevuti: “Durante il cambio palco diverse persone sono passate a complimentarsi mentre presidiavo il banchetto del merchandising. Ho omaggiato qualche adesivo ed ho venduto un disco e un CD. Dopo il concerto ho aggiunto qualche nuovo follower su Instagram e un discreto movimento su Spotify. Quindi per quanto mi riguarda un ottimo risultato”. In tutto questo bailamme di sana contentezza c’è anche un episodio che volge al negativo: “Dopo aver dispensato sticker e download mi sono messo ad ascoltare la band sul palco e a fine concerto qualcuno aveva rubato i 10€ del vinile dalla mia cassa. Grasse risate comunque, perché alla fine sono stato io poco furbo, ma era una situazione così intima e armoniosa che non mi aspettavo un gesto del genere”. Questo fattaccio deve insegnare che anche tra gli appassionati di musica si annida il ladruncolo, forse poco interessato al nuovo album di Giack Bazz, “Haikufy”, disponibile in streaming e musicassetta. Quindi, dimenticati i soldi rubati, l’artista emiliano si può rincuorare con la risposta del pubblico alla sua esibizione: “La platea è stata molto affiatata, già al secondo pezzo la sala era piena ed hanno apprezzato le mie battute per risollevare gli animi tra una canzone triste e una cover di Gillian Welch”. A chiudere una bella serata l’accoglienza riservata a Giack e lo scambio di vedute con i The Messthetics: “I gestori sono stati gentilissimi e la cena che ci hanno offerto era ottima. Abbiamo chiacchierato di musica, politica americana e veganesimo. Ho anche “nerdeggiato” di pedali e suoni con il chitarrista che aveva una signal chain veramente interessante”. Insomma tutto bene quel che inizia e finisce bene.

I live di Sonda visti da voi: Ludwig Mirak

Ludwig Mirak
Off, Modena, 22 dicembre 2018
(main guest La Municipàl)
“In una ipotetica classifica dei miei concerti, quello dell’Off lo posiziono in piena zona “Europa League”, in primis per la reazione del pubblico, secondo perché ho avuto un buon feeling sia con gli headliner che con gli organizzatori, gentilissimi nell’accogliere la mia band. E poi è stata davvero una delle prime grandi occasioni e da quell’esperienza si sono aperte altre strade”, dice Ludwig Mirak, dopo l’apertura del concerto de La Municipàl all’Off di Modena. Proprio a proposito del club il cantante afferma di conoscerlo perché abituale frequentatore: “La programmazione del locale è abbastanza varia e può soddisfare diversi tipi di ascoltatori, inoltre tutti gli artisti che vengono dalla “gavetta indipendente” sono passati dall’Off. Per me e la mia band è stato un onore suonarci. Inoltre la regola numero uno per un musicista è quella di andare ai concerti degli altri”. Ecco una sacrosanta verità spiattellata come acqua fresca. Poi, però, tutto cambia di colpo. La percezione del musicista, a volte, è distante anni luce da quella del pubblico: “Tecnicamente ho fatto qualche errore, ma quando sono sceso dal palco dei ragazzi hanno acquistato il mio cd, mi hanno fatto i complimenti ed abbiamo chiacchierato un po’. Così ho capito non se n’era accorto nessuno”. Scampato il pericolo del pubblico iper attento ed iper critico, Ludwig può anche dispensare un consiglio per questa attività legata a Sonda: “I concerti sono la palestra del musicista, sono molto importanti soprattutto quando ci sono dei progetti emergenti che faticano a trovare spazio. Potrei consigliare di incrementare questa iniziativa, cercando di creare una sorta di percorso a cadenza periodica che possa accompagnare l’artista ad uno sbocco, ma servono costanza e continuità”. Infatti, da un “semplice” concerto le strade possono diventare tante e molteplici: “Quella serata è stata un po’ l’apripista di quello che è avvenuto fino a pochissimo tempo fa: ho fatto una ventina di concerti sparsi nel nord Italia, dai piccoli club alla Festa della Liberazione con Roberto Vecchioni e il Banco del Mutuo Soccorso. A parte due live organizzati da un’agenzia, per il resto ho fatto tutto da solo. È dura quando non hai una squadra di lavoro, quando non ci sono risorse economiche per la promozione, o per la produzione di materiale come i videoclip ma soprattutto quando il pubblico non ti conosce. Però ogni piccolo passo fatto è una grande soddisfazione”. Non a caso, a volte, toccare la luna con un dito può diventare molto facile: “Dopo il mio set, mentre uscivo dal camerino ho sentito qualcosa di familiare. La Municipàl stava suonando dal vivo un pezzetto della mia canzone “La dipendenza”. Indescrivibile”. Ecco, il razzo è partito. Destinazione the dark side of the moon.

I live di Sonda visti da voi: Messia

Messia
Splinter Club, Parma, 1 Febbraio 2019
(main guest Cor Veleno)
“Conoscevo i Cor Veleno e sono stato molto felice di avere l’opportunità di esibirmi prima del loro live. Sono in linea con il mio background hip-hop, e anche se oggi sto sperimentando ed esplorando terreni diversi, soprattutto sul versante delle sonorità, quello è un contesto in cui mi trovo comunque a mio agio”, così racconta Alberto Pizzi aka Messia, rapper bolognese classe ‘91 con all’attivo due EP autoprodotti (“Invictus” uscito nel 2011 e “C’è dell’Altro” nel 2015) e un nuovo lavoro (“Ladro di Idee”) in uscita nel 2020. “Il personaggio di Messia è nato per gioco e negli anni è diventato un “meta-divo”, una riflessione sul ruolo dell’artista e sul nostro tempo”, racconta Alberto, “ I testi si concentrano su tematiche legate all’introspezione, al linguaggio, alla filosofia, mentre le sonorità mutano tra hip-hop e pop, grazie alla collaborazione col musicista e producer Turo”. Una collaborazione che negli anni ha portato fortuna a Messia, tanto che l’apertura ai Cor Veleno nel club parmense non era la sua prima esperienza su un palco importante, avendo già calcato le scene in apertura ad artisti di rilievo del rap italiano, tra cui Rancore, Ghemon e Mecna (avrebbe poi aperto anche Dutch Nazari, al Locomotiv Club). Un feedback positivo da parte del pubblico, che ha risposto calorosamente al live, ha comunque riconfermato a Messia il proprio parere riguardo un’iniziativa come quella delle aperture di Sonda: “Oggi si tende a dimenticare l’importanza dei live in favore di numeri e followers, mentre io credo che il valore di un progetto si misuri soprattutto sul palco. Ho avuto la possibilità di farmi notare da un pubblico più ampio e di accrescere la mia esperienza, in un contesto professionale e al contempo protetto”. E noi, ovviamente, non possiamo che essere d’accordo.

I live di Sonda visti da voi: Cadori + Silki

CADORI + SILKI 
Covo Club, Bologna, 12 Ottobre 2018
(main guests Molly Nilsson + Generic Animal)
Doppia apertura al Covo Club, mettendo insieme due band di Sonda nella stessa serata: nel club bolognese era in programma una doppia data con Generic Animal, nome d’arte di Luca Galizia (classe 1995), fresco del successo dall’esordio omonimo uscito su Tempesta Dischi, e la svedese Molly Nilsson, musicista e producer con nove album all’attivo… potevamo farci sfuggire un’occasione così ghiotta? Certo che no. E così è andata a finire che sul palco si sono ritrovati insieme Cadori, progetto solista di Giacomo Giunchedi nato nel (ormai lontano) 2014, e i Silki, quartetto nato nel 2018 da un duo embrionale formatosi qualche anno prima, e fresco di pubblicazione dell’esordio “Anedonia, Greg?” a novembre 2019. Ad accomunare i due progetti una forte componente synth elettronica e l’attenzione per il lato cantautorale dello scrivere musica. “Mi sono inoltrato nel mondo del cantautorato importando elementi dalle mie esperienze pregresse, essenzialmente attitudine lo-fi e sperimentazione”, racconta Cadori, “con il passare del tempo il sound si è arricchito di una componente sempre più elettronica e strutturata, fino a rendere testo e voce semplici strumenti al pari di drum machine e droni”, mentre i Silki si definiscono come una miscela di “synth psichedelici, cantautorato, anima rock n roll e una spolverata di indiepop”.

Raccontano i Silki: “Non conoscevamo Cadori, ma ci è sembrato un bel live carico di belle atmosfere, e anche il fatto che sia un one man band accresce il suo valore artistico. Purtroppo alle 21.30 quando abbiamo suonato noi il pubblico era un po’ risicato, ma ci sono arrivate buone recensioni dai pochi presenti. Si trattava del nostro primo live in un club di prestigio come il Covo, il primo con la formazione a 4 componenti ed il primo in cui abbiamo aperto ad artisti emergenti di un certo spessore. Inutile dire che l’iniziativa di Sonda ci ha aiutato per suonare in un luogo nuovo e metterci un pochino in mostra!”. Punto di vista leggermente diverso quello di Cadori, già rodato su palchi importanti e a fianco di artisti di un certo calibro: “Nel 2016 con la mia band (Torakiki) eseguimmo un djset in apertura a un concerto dei Prodigy, a Gallipoli. Degli artisti presenti al Covo conoscevo solo Generic Animal, ma la serata è stata molto bella e intensa, e ho avuto l’occasione di presentare nuovi brani con un nuovo set, più incentrato su elettronica e bassi. Quando ho suonato “Ombre Facili”, che è introdotto da un suono di cassa a cui ho lavorato con particolare attenzione in fase di produzione, vedere la gente che ha iniziato a ballare ê stato magico. Unico. Lo ricorderò per sempre”. Un feedback che riconferma come queste siano occasioni importanti per i musicisti emergenti, anche se come suggeriscono i Silki si potrebbe fare sicuramente di più (“Avremmo voluto avere un maggiore contatto con Sonda dopo il concerto”) e dare più opportunità del genere agli iscritti: “Direi che l’attività di Sonda sia perfetta. Ho in mente altre cose che mi piacerebbe migliorassero nel mondo della musica in Italia”, è invece il pensiero di Cadori, “Vorrei una cultura più attenta ai fermenti sotterranei, più curiosa, più fiduciosa nei riguardi di sonorità diverse da quelle che vengono propinate come mainstream, che sono per di più prodotti da consumo di massa e spesso decantati come musica alternativa. L’alternativa secondo me è altrove”. Ovunque sia, intanto noi siamo felici di avere messo due nuovi punti sulla mappa dei progetti musicali più interessanti dell’Emilia-Romagna.