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I live di Sonda visti da voi: Sons of Lazareth

sons of lazarethSONS OF LAZARETH
Covo Club, Bologna, 15 novembre 2019
(main guest The Detroit Cobras)

Può capitare di frequentare un rock club da spettatore e con Sonda arrivarci nelle vesti di musicista: “Il locale dove abbiamo suonato, Il Covo, essendo un club storico dell’underground bolognese lo conoscevamo molto bene e tante volte lo abbiamo frequentato da spettatori sognando anche da bolognesi d.o.c. di poter un giorno salire su quel palco. Però non si era mai creata l’occasione, che è arrivata con l’apertura ai Detroit Cobras. È stato un sogno che si è avverato”. Una apertura perfetta per i Sons Of Lazareth che continuano a raccontare: “Conoscevamo già i The Detroit Cobras essendo molto legati alla musica statunitense e ci sentiamo in linea con il loro genere, considerando che molti ci attribuiscono sfumature garage rock o proto punk”. Però una serata diventa piacevole anche quando l’atmosfera è quella giusta: “I gestori del Covo sono persone amiche che conosciamo perché molti di loro “in primis” sono musicisti con cui ci troviamo a condividere serate e palchi nelle varie nottate bolognesi. Persone sempre professionali in tutto e per tutto. Inoltre, è stato molto bello vedere sotto il palco musicisti “giramondo” di una band come i Detroit Cobras ascoltarci interessati”. Fin qui tutto bene ma il pubblico come ha reagito ai Sons Of Lazareth: “Noi siamo sempre soddisfatti dei live perché suoniamo principalmente per noi stessi e quindi non facciamo mai troppo caso a chi ci guarda mentre ci esibiamo (una sorta di dimensione parallela nel momento in cui siamo sul palco); poter presentare la nostra musica è qualcosa di inspiegabile ed impagabile. Quindi per noi qualsiasi risposta del pubblico ci fa piacere e ci soddisfa”. Se poi in platea c’è qualche faccia conosciuta che addirittura ti critica non si può certo chiedere di più: “Ci siamo scambiati contatti e complimenti con l’altra band d’apertura, i Fucking Cookies e poi tutte le volte c’è sempre qualche nostro amico che ci critica la scaletta perché lasciamo fuori la sua canzone preferita. Un grande classico”. Momenti indelebili da raccontare e riraccontare: “Avevamo talmente tanta carica che abbiamo praticamente suonato i pezzi ad una velocità esagerata ma in quel momento per noi era normale. Dopo riguardando i video avevamo gli occhi sbarrati”. Ma del progetto Sonda cosa ne dicono i ragazzi: “Il Progetto Sonda andrebbe reso “patrimonio nazionale”. Da custodire e mantenere”. Bene, anche noi di Sonda siamo felici della riuscita del concerto: “È stato un live da mettere nella zona alta della nostra classifica anche per una questione di orgoglio e blasone del locale oltre che per la bellezza della serata”.

I live di Sonda visti da voi: Hemp

hempHEMP
Splinter Club, 15 Febbraio 2020
(main guest Mondo Generator)

“Eccome se conoscevamo i Mondo Generator! Nick Olivieri è sicuramente uno degli ‘inventori’ dello stoner, in quanto presente nelle formazioni di ‘Wretch’ e ‘Blues for the Red Sun’ dei Kyuss”. Con una premessa così è ovvio che la serata potesse essere memorabile per gli HEMP, progetto stoner/doom nato nel 2016 a Ferrara, con un disco all’attivo (“The Eye”, 2018) e un live in studio di prossima uscita. Anche se per il quartetto emiliano non si è trattato del primo live in apertura ad artisti più grossi – “Abbiamo suonato con i Coven, una delle band più antiche dell’occult rock, con i RIP che sono sotto Riding Easy (una delle etichette di punta del genere negli states), i cileni King Heavy, un paio di volte con gli Epitaph e i Voodoo Highway” ci raccontano – incontrare un mostro sacro dello stoner rock è stata sicuramente un’esperienza nuova. “Da quello che si legge su internet avevamo l’idea che Nick Oliveri e la sua band fossero dei pazzi scalmanati, in realtà avendo avuto modo di parlarci si sono rivelati dei ragazzi molto umili, sono dei professionisti e anche se sono famosi non hanno dimenticato che il vero spirito di questi generi musicali non risiede negli stadi o nei palazzetti enormi stracolmi di gente, ma nei piccoli club, nelle realtà underground, nelle band un po’ sgangherate dei fattoni. Queste sono le cose che rendono autentiche queste situazioni, ecco”. Una serata rafforzata da un’ottima presenza di pubblico, anche da fuori regione, molta partecipazione e un generale mood di “presabbene” (parola degli HEMP). “Queste iniziative sono come un faro nel buio del panorama musicale italiano”, conclude la band, “Inutile lamentarsi per come funziona la musica nel nostro Paese, sappiamo bene le dinamiche di queste situazioni e infatti siamo rimasti molto colpiti da quello che fa Sonda: dare un’opportunità a dei giovani serve non solo a fargli fare esperienza, ma a dare fiducia nel fatto che allora ‘si può fare!’”.

I live di Sonda visti da voi: La Convalescenza

LA CONVALESCENZA
ATP Live Music Club in collaborazione con
Godot Festival, 19 Dicembre 2019
(main guest I Botanici)
“La cosa più memorabile in una serata crediamo sia sempre conoscere artisti e persone nuove, e condividere la serata con I Botanici ci ha permesso di confrontarci con artisti di alto livello, consapevoli e molto piacevoli!”: questo in sintesi il commento de La Convalescenza, quintetto rock modenese già sicuramente noto ai lettori di queste pagine, che si è trovato grazie a Sonda a condividere assieme a I Botanici il palco dell’ATP Live Music Club di Carpi. Quella non è stata però la prima volta della band alternative/indie rock modenese in apertura a nomi più noti, infatti nel corso della loro storia hanno avuto modo di suonare già assieme ai Cara Calma e La Tigre. L’entusiasmo però, da quello che ci dicono, è sempre quello della prima volta: “Conoscevamo già I Botanici – trio di Bevenento con due dischi all’attivo, “Solstizio” e “Origami” – e li avevamo già visti live un paio di volte. È stato veramente bello poter condividere il palco con loro, sono una gran band! Nonostante il pubblico fosse esiguo un po’ perché la serata è stata organizzata all’ultimo momento, un po’ perché sotto periodo natalizio, dobbiamo dire che per noi è stato bellissimo, come ogni volta che ci è data la possibilità di salire su un palco”. Un bilancio quindi positivo sia per l’attitudine de La Convalescenza, positiva e aperta alle nuove esperienze, sia per l’iniziativa di Sonda che si riconferma importante per dare spazio alle band emergenti. “Pensiamo che Sonda sia una “macchina” che funzioni già più che bene, ma che sia limitata purtroppo dai pochi locali sul territorio che permettano di dare lo spazio che merita alla scena emergente locale”. Che dire? Ringraziamo e speriamo nascano nuovi locali e nuovi palchi per La Convalescenza e le tante band emiliane che, come loro, meritano di essere ascoltate!

I live di Sonda visti da voi: Lei, (No) Innocence

Lei, (No) InnocenceLEI, (NO) INNOCENCE
Locomotiv Club, Bologna, 22 novembre 2019
(main guest Telefon Tel Aviv)

A volte capita che il 2 diventa 3 e tutto assume un’altra piega: “Viviamo a Bologna ormai da tanti anni. È una città molto viva, tanto che a volte è difficile star dietro a tutte le proposte e realtà interessanti che fioriscono periodicamente. Il Locomotiv, soprattutto per quanto concerne l’attività live, è un punto di riferimento. Del locale apprezziamo il suono e la resa acustica”. Un numero da solo però non basta ne occorre un altro: “Seguiamo i Telefon Tel Aviv da tempi non sospetti. Son più di 15 anni che li ascoltiamo. Con tutte le dovute differenze direi che concettualmente siamo molto vicini. Anche la resa potrebbe essere accomunabile ad un genere simile”. Dopo una affermazione del genere tutto diventa diverso, quasi idilliaco, se poi ci aggiungiamo che “Josh dei Telefon Tel Aviv ha passato più tempo nel nostro camerino che nel suo. Abbiamo parlato molto e scherzato. La situazione era molto rilassata”. Beh possiamo affermare che l’apertura del duo bolognese ha dato i frutti sperati: “Ci sono stati dei momenti in cui ho percepito il silenzio e l’attenzione del pubblico. Quando riesci a catturare anche solo poche persone e stringerle in una specie di morsa, basta per renderci soddisfatti della nostra esibizione. In ogni caso il pubblico era attento, numeroso e ricettivo”. Come in ogni fiaba che si rispetti non tutto, però, può essere perfetto: “Capita spesso dopo i live di essere contattati. Dopo questo concerto, in particolare, una persona ci ha scritto chiedendoci per favore di non suonare mai più. L’abbiamo trovato divertente”. Se il divertimento è anche una critica non troppo velata, un concerto si può ricordare per un aneddoto particolare: “Jr (la seconda metà dei Lei, (No) innocence) è sparito verso la fine, lasciandomi da solo a caricare la macchina. Insomma la parte più pesante e noiosa di un live. Spero anche io che abbia degli aneddoti convincenti da raccontare!”. Fatica a parte, questo concerto lo si può inserire in una classifica di merito e con sorpresa si trova dove osano solo le aquile: “In vetta. Per quanto si trattasse di un live più spoglio dal punto di vista della scena, senza i visual di cui ci serviamo solitamente, l’approccio è stato più diretto e istintivo. L’adrenalina era tanta, il petto anelante. E anche la risposta del pubblico ci ha messo in condizione di dare il massimo”. Adesso manca solo un consiglio per migliorare il progetto Sonda: “Siamo grati a Sonda per il lavoro che svolge. Sarebbe bello assistere ad una crescita di identità di tutta la scena locale. Ma lavorando con un gruppo di proposte piuttosto eterogeneo, non è facile e non si tratta di una pecca direttamente imputabile a Sonda”.

I live di Sonda visti da voi: Mister Peculiar

Mr. PeculiarMISTER PECULIAR
Splinter Club, Parma, 15 Novembre 2019
(main guest Greyson Capps Band)

Quella sul palco del club di Parma è stata, se si può dire, una prima volta per il bolognese Mister Peculiar (al secolo Fabio Tassinari), anche se dalla sua storia non si direbbe: due album pubblicati e uno in cantiere, tantissimi concerti alle spalle, ma come ci racconta lui mai uno in apertura ad un altro artista, come nel caso di Grayson Capps. “Che io ricordi ho sempre e solo suonato in concerti ‘miei’ o assieme ad altri artisti in alcuni, ma mai effettivamente aperto il concerto di qualcun altro. È un’esperienza diversa, perché instauri con il pubblico un rapporto più distaccato, almeno per come io sono abituato a vivere il live, ma comunque è un’occasione di suonare per persone che non ti conoscono. È quindi a modo suo un’esperienza interessante, e di conseguenza divertente”. Un’ottima serata in un’ottimo locale, che ha visto Mister Peculiar anticipare il concerto di Greyson Capps, una sorta di proprio alter ego americano: entrambi cantautori, entrambi accompagnati dalla propria band, diversi nel genere ma accomunati nelle intenzioni. “Avevo sentito parlare di Grayson Capps – racconta Fabio – ma non conoscevo la sua musica nel dettaglio. L’ho trovato in linea con me, non tanto per il ‘tipo’ di musica (che a mio parere è soltanto il mezzo attraverso il quale un artista trasmette il proprio messaggio) quanto piuttosto in ciò che lo spinge a scrivere. E questo mi ha fatto piacere, perché è un aspetto che ritengo molto importante nell’arte, oltre al fatto che si è rivelato un grande artista e un ottimo performer, ed è sempre un piacere ed un onore condividere il palco con artisti di quello spessore. Inoltre è bello vedere che l’interesse del pubblico è ancora vivo, che grazie a realtà come lo Splinter e Sonda è ancora possibile trattare la musica come una forma d’arte e non come intrattenimento… o peggio come un sottofondo!”. Meglio di così non poteva andare, no?

I live di Sonda visti da voi: Overthought

OverthoughtOVERTHOUGHT
Diagonal Loft Club, Forlì, 20 novembre 2019
(main guest Booty Ep)

Tra i compiti di Sonda c’è anche quello di portare i suoi iscritti in luoghi sconosciuti: “Non conoscevamo il Diagonal Loft Club, lo abbiamo sentito nominare per la prima volta da Sonda. Arrivati al locale ne siamo rimasti piacevolmente colpiti. È un luogo molto accogliente nel quale ci siamo sentiti subito a nostro agio. Bel palco, bell’ambiente e bella gente”. Dal locale sconosciuto all’artista headliner il passo può essere breve o maledettamente lungo: “Conoscevamo Booty Ep. Per puro caso ci siamo ritrovati a Parma, un anno prima, ad un loro concerto e ce ne siamo innamorati! Riescono, in qualche modo, a farti viaggiare con la testa ed in situazioni live non ne sbagliano una. Grandi. Diciamo però che non sono proprio sulla nostra stessa linea sonora”. Differenze musicali che si possono appianare pensando a come è trascorsa la serata: “Davide, il gestore del Diagonal, è stato molto carino sin dall’inizio, ci ha aiutati a montare il palco ed è stato bravo a farci i suoni. Ci ha persino regalato dei libri! Per quanto riguarda i ragazzi dei Booty Ep, siamo stati insieme tutta la sera, bevendo birre e raccontandoci aneddoti, ovviamente nel pre e post live. Ci farebbe davvero piacere rincontrarci”. Perché come tutti sappiamo da cosa nasce cosa: “Abbiamo ricevuto molti commenti positivi, sia da Davide del Diagonal sia dall’headliner e dal pubblico. Ci è stata persino proposta una data in un locale di Ravenna da un ragazzo seduto in platea”. Infatti, le occasioni arrivano quando meno te lo aspetti, magari però sono aiutate maggiormente se davanti a te c’è parecchia gente: “Pubblico numeroso e molto presente, la stragrande maggioranza delle persone ci ascoltava! Cosa non troppo frequente, come tutti sappiamo”. Sì, perché il live è alla fine il banco di prova di chi fa musica: “Esibirsi per noi è tutto. Cos’è, d’altronde, una band senza live? Crediamo che sul palco si veda il vero valore di un gruppo. Il live è il test finale dopo mesi e mesi di lavoro, l’unica vera occasione di dimostrare il musicista che sei, e noi, proviamo a dare tutto ciò che abbiamo”. Chiudiamo il ricordo di questa serata con la posizione di classifica del concerto: “Sicuramente tra quelli in testa. È stata una bella esperienza andare così lontano da casa per suonare, conoscere personalmente un gruppo che ammiriamo e ricevere così tanti complimenti. Super!”. Quindi situazione impossibile da migliorare: “Sonda è un progetto molto bello e interessante, si potrebbe migliorare magari offrendo più occasioni di suonare dal vivo”. Ecco appunto, c’è sempre qualcosa da migliorare.

Transmissions Bands

È tornato anche nel 2020, per la sua terza edizione, Transmission Bands: la rassegna nata all’interno de La Torre, luogo performativo di 71MusicHub, ha proposto da giovedì 15 a domenicaGianluca Petrella 18 ottobre 2020 tre eventi focalizzati sulla contaminazione tra le arti, tra musica e immagine, con una proposta artistica che ha cercato di affiancare ospiti di caratura nazionale e nuove promesse della scena artistica locale. In una formula inedita per la rassegna, i concerti si sono tenuti a La Tenda di viale Monte Kosica, scelta obbligata per far fronte alle necessità di contenimento della pandemia Covid19, per rispettare le norme di sicurezza permettendo nel contempo una maggiore affluenza di pubblico.
Novità assoluta per Transmission Bands è stata la presenza, oltre ai concerti, di due installazioni multimediali. La prima a prendere il via è stata “Sei Lavoro”, inaugurata giovedì 15 ottobre alle 18:30 e ospitata all’interno dello spazio mostre de La Tenda. L’opera, ideata e realizzata dal 3D artist modenese Michele Ronchetti, è incentrata sulla rappresentazione di una nuova concezione di lavoro modificata dalla multimedialità, dall’intrattenimento digitale, dall’eterno presente che il mondo digitale ci costringe a vivere, e come tutto questo ha modificato la nostra percezione di noi stessi e del mondo che ci circonda, la nostra essenza. In questo percorso multimediale, l’opera coinvolge lo spettatore con l’obiettivo di farlo riflettere su una nuova concezione di lavoro in cui viviamo solo il presente, dimenticando di costruire il nostro futuro.
La seconda installazione è stata realizzata all’interno de La Torre dal collettivo torinese SPIME.IM, che venerdì 16 ottobre alle ore 21 ha inaugurato l’installazione ZERO A/V con una performance dal vivo. Realizzata su cinque grandi schermi LCD, ZERO è un viaggio dimensionale attraverso lo spettro dell’umanità, fra identità false e un flusso di immagini di coscienza. L’installazione immagina il presente come un punto di non ritorno, la fine di un viaggio instabile nella realtà attraverso una sequenza di immagini. Dal micro al macro, dalle abitudini umane ai percorsi delle stelle, ogni elemento di realtà che percepiamo viene sminuzzato e ogni piccola particella fa parte di una primordiale zuppa digitale, un nuovo inizio. ZERO è il punto che stiamo tutti sperimentando ora, un punto di sconfinamento tra ciò che abbiamo creato e distrutto e ciò che faremo d’ora in poi. Questo tempo zero, un presente esteso, non è né il passato né il futuro, per definizione non ha una durata nota e un luogo conosciuto. Non c’è modo per accorciare questo presente esteso e ora siamo forzati ad affrontarlo. ZERO è come stiamo vivendo questo presente esteso, questa grande sospensione, cercando di capire come riavviare e come iniziare.
Due anche i concerti in programma all’interno di questa terza edizione di Transmission Bands, come sempre uniti dal filo conduttore della commistione di arti, generi musicali, linguaggi diversi che si intrecciano in un discorso musicale inedito. Giovedì 15 ottobre alle ore 21 a salire sul palco de La Tenda è stato Andrea Faccioli a.k.a. Cabeki, che ha presenta il suo nuovo album “Da qui i grattaceli erano meravigliosi”, uscito su Lady Blunt Records nel pieno del lockdown di aprile. Chitarrista, sperimentatore, inventore e compositore, Cabeki nel quarto LP della sua discografia solista iniziata una decina di anni fa ha inserito tutte le diverse influenze che hanno giocato un ruolo nella sua formazione di musicista, creando un universo sonoro significativo, che spazia dal sapiente utilizzo dell’elettronica ai suoni acustici prodotti dalle sue chitarre, con l’obiettivo di creare una musica descrittiva di paesaggi immaginari e futuribili.
Il secondo live, che ha anche chiuso il programma della rassegna, si è tenuto sabato 17 ottobre alle ore 21 sempre a La Tenda con “Kepler”, esordio discografico su K7! Records del duo Tomat Petrella. Un ensemble, quello composto da Davide Tomat e Gianluca Petrella, che contiene talmente tante stratificazioni artistiche diverse da arrivare a superare il concetto di “jazz che incontra l’elettronica”, come la giustapposizione del background dei due protagonisti farebbe intuire.
Davide TomatDavide Tomat è infatti un artista elettronico di base a Torino, ha oltre venti anni di esperienza come multi strumentista, band leader e sound designer in tantissimi progetti italiani e internazionali come Niagara e N.A.M.B., oltre ad essere tra i fondatori del Superbudda collective; Gianluca Petrella, anche lui di base a Torino, è considerato universalmente tra i migliori trombonisti jazz del mondo, con alle spalle pubblicazioni per label importantissime come Blue Note ed ECM, oltre ad un background di sperimentazioni al di fuori della musica ritenuta classicamente jazz, che lo hanno portato a collaborazione con artisti come Ricardo Villalobos e Max Loderbauer per Re:ECM, Lazy 9 per Ninja Tune, Moritz von Oswald, Matmos e molti altri. Insieme producono un flusso magnetico che mastica ambient e drone music, con spigolosità IDM e verticalismi dubstep, in continua tensione tensione ed l’equilibrio fra l’approccio free di Petrella, tipico del jazzista, e la necessità di realizzare una composizione strutturata tipica di un artista elettronico come Tomat.
Transmission Bands è un progetto curato da 71MusicHub_Centro Musica e promosso dall’Assessorato Politiche Giovanili del Comune di Modena con il contributo della Regione Emilia-Romagna. Con la collaborazione di: Associazione Lemniscata, Associazione Ore d’Aria, Museo Nazionale del Cinema di Torino, Centro Musica – Progetto Soundtracks. Nelle passate edizioni ha ospitato artisti del calibro di Murcof, Deantoni Parks, 2501, Chevel, Stefano Pilia, Andrea Belfi, Julia Kent, Fennesz, Laura Agnusdei, Ben Vince, Rodrigo D’Erasmo, Alessandro “Asso” Stefana.

Festa della Musica 2020

Sarebbe stato impensabile aprire la stagione estiva modenese senza la Festa Europea della Musica.
Ogni 21 giugno la città si trasforma in un’enorme cassa di risonanza e i suoni più disparati rimbalzano da una parete all’altra delle mura, entrando nelle case e smuovendo gli animi dei più disinteressati e distratti. È la giornata in cui anche una monotona passeggiata in centro può diventare occasione per scoprire gruppi locali o dedicarsi all’ascolto di una melodia inaspettata.

Quindi ci si può immaginare quanto crescesse, alle porte dell’estate 2020, il timore di non poter vivere una ricorrenza così importante per Modena. Fortunatamente, non vi teniamo sulle spine, questo è stato proprio il primo evento cittadino dopo il lockdown ad avere luogo in totale sicurezza e rispetto delle norme, diventando un importante starting point per tutti gli eventi seguenti.

L’anteprima della Festa si è tenuta al Supercinema Estivo, luogo che, a suo modo, è diventato punto di riferimento dell’estate modenese 2020, regalando ai cittadini quell’esperienza che tanto era mancata nei mesi di reclusione forzata. Il 19 di giugno si è tenuta la proiezione del docufilm dedicato alla vita di Pavarotti, pellicola commmovonte che dipinge il personaggio del “tenore del popolo” con affetto e umanità. Precede il tutto il concerto degli allievi della masterclass di canto lirico, tenuta dalla docente Raina Kabaivanska e curata dall’ Istituto Musicale Vecchi-Tonelli.

Il 20 giugno è stata sicuramente la giornata più densa di concerti, reading ed eventi. Cercheremo di darvi un quadro generale, nella speranza di riportare alla mente un ricordo piacevole o di invogliarvi, perché no, a partecipare alla prossima edizione!

Iniziamo dalla Tenda estiva, se volete sapere qualcosa di più su come pochi ragazzi dell’Associazione Intendiamoci abbiano costruito uno spazio esterno in meno di due settimane, vi reindirizziamo all’articolo su Cantautori su Marte. Qui si è tenuto il concerto soldout di Cimini, cantautore di casa Garrincha Dischi, una delle più importanti realtà indie-pop nostrane.
Nonostante le circostanze non permettessero un set con full band, l’intensità dei brani ridotti all’osso (chitarra-voce) ha colpito tutti gli spettatori, opportunamente “riscaldati” in apertura dagli artisti di SONDA, ovvero Hygge e Arianna Poli.

Rivolgiamo poi lo sguardo sull’ Ex Ospedale San’Agostino, sede di una rassegna tenutasi nel 2019 che sicuramente molti appassionati ricorderanno con affetto, a cura di AGO Modena Fabbriche Culturali. Qui si è tenuto il reading pungente e satirico di Max Collini, voce e penna degli Offlaga Disco Pax, che ha letto i testi della musica indie pop attuale, riflettendo sul ruolo dell’autore moderno.

Non poteva mancare di certo lo spettacolo in piazza XX Settembre, organizzato da Modenamoremio, che per questa edizione ha proposto un “viaggio” ironico nello spirito e nell’anima della musica italiana per ricordare le melodie che hanno reso il nostro paese unico al mondo, con Claudio Mattioli e Massimiliano Barbolini.

Gli aficionados, poi, si sarebbero forse aspettati di ascoltare un concerto jazz al Chiostro di Palazzo Santa Margherita. Tuttavia quest’anno l’Associazione Muse ha organizzato un evento anomalo, bizzarro e strabiliante, anch’esso soldout, con il duo “OoopopoiooO”.
I polistrumentisti Vincenzo Vasi e Valerba Sturba hanno deliziato i presenti con una musica sperimentale fatta di loop, strumenti giocattolo, elettronica e minimalismo.

Immancabile, come ogni anno, la musica classica e il jazz più tradizionale, esempio del carattere eterogeneo della Festa della Musica: il concerto violino e arpa di Michaela Bilikova e
Davide Burani al Chiostro del Complesso Santa Chiara, l’acoustic jazz trio con Beggio / Abrams / Calzolari al Teatro del Tempio, il clavicembalo di Giovanni Paganelli al Chiostro dell’Abbazia San Pietro e il giovane trio Helianthus in Piazza Grande.

La musica più di ricerca è stata presentata invece dall’ Associazione Lemniscata, nell’incantevole cornice del Cortile di Borso d’Este, con il concerto di Enrico Malatesta e Riccardo Laforesta. Vi consigliamo a tal riguardo di recuperare sulla rete le meravigliose foto che ritraggono i musicisti assorti sui loro strumenti e un piccolo ma attento gruppo di spettatori, seduti sui cuscini e circondati dalla magia della location.

Per chiudere non potevamo dimenticare il concerto restitutivo del progetto Soundtracks, che da anni regala al pubblico la sonorizzazione di film muti, in un dialogo costante tra suono e immagine. Il concerto si è tenuto il 21 giugno di Soundstracks al Supercinema Estivo, con ospite Enrico Gabrielli (Mariposa, Calibro 35, Mike Patton, PJ Harvey).

Ricorderemo sicuramente questa edizione della Festa della Musica per la sua straordinarietà e tenacia nel sopravvivere alle circostante storiche avverse, dimostrando quanto davvero la musica sia collante dell’umanità e della nostra città.

Toi – Maru

L’arte di perdere non è difficile da imparare; così tante cose sembrano pervase dall’intenzione di essere perdute, che la loro perdita non è un disastro.
Elizabeth Bishop, One Art.

“Toi” è il nuovo album di Maru, cantautrice siciliana di stanza a Bologna, pubblicato da Bravo Dischi in collaborazione con il Centro Musica Modena e il progetto Sonda.
Un grido di libertà dedicato all’arte di saper perdere, anticipato dai singoli Quechua e Zitta.
Maru è cresciuta e la voglia di gridarlo al mondo si sente. Attraverso un sound diverso, che si apre all’elettronica pop e alla dance, esplora sintetizzatori distorti e violenti e torna a ballad più dolci, avvicinandosi con garbo anche al mondo r’n’b e lo-fi. Saltano i confini musicali a cui ci aveva abituato. E le barriere di genere si infrangono grazie a quella voglia di andare oltre ogni pregiudizio che da sempre la contraddistingue. “Toi” è arrivato a un anno di distanza da “Zero Glitter”.
Nove brani che sono un mare impetuoso di emozioni.
Nove brani che raccontano di scelte sbagliate ed errori, relazioni che forse potevano essere evitate.
Di seguito qualche domanda rivolta a Maru per capire meglio il suo disco e il suo mondo. Che forse è anche un po’ il nostro mondo.

In quale periodo della tua vita sono nate le canzoni di “Toi”?
“La scrittura di “Toi” è stato un processo un po’ lungo in un periodo che definirei piuttosto incerto. Ho composto alcuni pezzi a casa al mare, in Sicilia, altri durante la strada che facevo per andare a lavorare, altri ancora durante dei traslochi. In un periodo in cui tutto mi teneva distante da ciò che più mi mancava, ossia suonare e divertirmi con la mia musica, l’unica certezza era questo disco. È un periodo in cui sto cercando di concentrarmi un po’ più sull’amore per me stessa”.

La persona a cui sono indirizzati alcuni versi sparsi tra i brani ha sentito i pezzi?
“Diciamo che sarebbe tutto più semplice se questi versi fossero indirizzati ad una sola persona”.

Per te cosa sono le coincidenze?
“Sono dei brutti o meravigliosi scherzi che ci fa la vita quando si annoia. Possono consistere nell’incrociarsi con qualcuno o schiantarsi, può essere qualcosa che non stavi assolutamente cercando ma che trovi improvvisamente e al momento più giusto o più sbagliato. Sicuramente le coincidenze sono ciò che muove il mondo, molto di più rispetto all’amore”.

Abbiamo letto che le ispirazioni musicali sono state Lorde, Robyn, Christine and the Queens, in questi ascolti cosa hai trovato e come ti sono stati “d’aiuto” per scrivere “Toi”?
“Sono spunti che prendo in considerazione per le sonorità: sono le stesse che vorrei poter raggiungere. Ho scelto di ispirarmi a queste artiste perché il loro è pop, ma non è mai banale o scontato”.

Tutto viene etichettato, dalle piccole alle grandi cose. Potremmo vivere in un mondo senza etichette?
“Sarebbe una splendida utopia, ma nessuno di noi è davvero in grado di farlo. Le etichette per alcuni di noi sono scomode, per altri sono un limite che può anche rendere più liberi”.

Dopo aver ascoltato l’intero album cosa speri che rimanga nell’ascoltatore?
“La voglia di riascoltarlo!”

È così difficile essere padroni di sé stessi?
“È un brutto mestiere, ma qualcuno deve pur farlo. Meglio essere noi i padroni di noi stessi rispetto a qualcun altro”.

Con chi ti piacerebbe collaborare?
“Mi viene fatta spesso questa domanda, ma non so veramente dare una risposta. Sono poche le persone che stimo e penso che questo debba venire prima addirittura della stima a livello artistico o professionale. Vorrei collaborare con belle persone e posso dirti che questo lo faccio già, altrimenti non sarei qui”.

Ti ricordi il tuo primo concerto? Come andò?
“Il mio primissimo concerto fu alle scuole medie. Era una sorta di talent show degli studenti. Io imbracciavo la mia chitarrina elettrica e ho deciso di suonare un pezzo dei Green Day. L’adrenalina di quel giorno non mi ha più abbandonata, per questo la cerco ancora oggi. Per questo mi manca così tanto il palco”.

Toy diventa Toi, un gioco. Una presa in giro.
O forse no.

Viralissima

La Regione Emilia-Romagna ha lanciato nel mese di luglio 2020 “Viralissima”, un festival televisivo e online di un mese con trenta grandi protagonisti della musica in regione.
Da diversi club di città emiliano-romagnole sono stati ripresi e trasmessi su Lepida, Sky e sui canali social concerti con artisti consolidati e della nuova scena.
Un grande festival musicale in tv e on line, senza confini di genere, per celebrare la vivacità culturale dell’Emilia-Romagna.
Un festival giunto dopo il successo de #laculturanonsiferma, che sugli stessi canali nel periodo del lockdown in due mesi ha registrato oltre 430 mila gli accessi sul web e 480 mila per le dirette in streaming, cui si sommano gli utenti della programmazione televisiva su Lepida e Sky, in collaborazione con centinaia di soggetti culturali e migliaia di artisti.
Viralissima ha messo nello stesso cartellone oltre 30 artisti, al di là dei linguaggi, esponenti tra i più originali e rappresentativi della musica in Emilia-Romagna, dal rock all’elettronica, dalla canzone d’autore all’hip hop. Protagonisti sono stati anche alcuni dei club più blasonati della regione, che hanno ospitato i concerti ripresi da troupe che si sono occupate della realizzazione delle trasmissioni televisive, con l’obiettivo di ridare linfa vitale a una scena che riveste grande importanza sia per i suoi risvolti artistici sia per quelli occupazionali.

Da Massimo Zamboni a John De Leo, dai Confusional Quartet a Tiziano Popoli e Teo Ciavarella, un cartellone di primo piano che si è snodato sui palchi di Ferrara, Modena, Bologna, Parma e altre città della regione (selezionato da una commissione di esperti e operatori del settore) per dei live set ripresi dalle telecamere di 4 video crew (indipendenti), che su ogni concerto hanno realizzato una puntata di Viralissima.

“Abbiamo voluto questa iniziativa- ha commentato l’assessore alla Cultura Mauro Felicori – per sostenere importanti settori della filiera musicale duramente colpita dall’annullamento di concerti e festival, grazie a un finanziamento straordinario della Giunta regionale. Il nostro obiettivo è quello di contribuire a ridare linfa vitale a una scena che riveste grande importanza, sia per i suoi risvolti artistici che per quelli occupazionali. Una scena che ha contribuito in maniera determinante a definire una immagine della Regione come di un territorio ad altissima vocazione musicale. E anche con questo progetto, che potrà ripetersi e rinnovarsi, continua la sperimentazione di Lepida come canale al servizio delle arti nella regione”.

Gli artisti:
Alfio Antico, Altre di B, Beatrice Antolini, BMA 2020 Showcase, Clever Square, Confusional Quartet, Dente, Don Antonio (Antonio Gramentieri), ERJ Orchestra, Giardini di Mirò, Godblesscomputer, Her Skin, Inoki, John De Leo, Joycut, Julie’s Haircut, La Metralli, Laura AgnusDei, Mariposa, Massimo Tagliata, Massimo Volume, Massimo Zamboni, Modena City Ramblers, Moder, Murubutu, Musicaperbambini, Ofeliadorme, Oopooiopoi (Vincenzo Vasi, Valeria Sturba), Rares, Sid, Skiantos+Nevruz, Teo Ciavarella, Tiziano Popoli.

I club:
Torrione (Ferrara), Locomotiv (Bologna), Bronson (Ravenna), Centro Musica/La Torre (Modena), Estragon (Bologna), Vidia (Cesena), Colombofili (Parma).